martedì 20 febbraio 2018

Le sette fasi del dolore

Aprii il mio dolore in due e vi ho guardai dentro, assaggiai il suo sapore salato e chiudendo gli occhi vidi il suo gioco. Essa mi faceva paura ma dopo un po' la riguardai e vidi che qualcosa era cambiato. Mi sembrava di conoscere quel mostro. Di giorno in giorno lo spiai sempre un po' di più finché il mostro si ridisegnò sotto i miei occhi e scoprii che era il mio viso che piangeva. Non mi fece più paura ma provai pena, fu quello che mi permise di andare oltre, dall'altra parte, in quel luogo dove non è che non si piange più ma si sorride anche, ed io volevo sorridere, volevo un sorriso tutto per me da potermi regalare, un sorriso da mettere sulla quella mia immagine dell’anima desolata.

Quel mio primo giorno dove guardai in faccia il mio dolore era un giorno di molti anni fa, il dottor Malsa vedendomi piangere seduta nelle panchina del parco mentre aspettavo mio padre, mi disse: «Lo sai che le lacrime, sono fatte della stessa sostanza dei sogni?»

Si era seduto vicino a me, mi aveva guardata dolcemente e mi aveva dato il suo fazzoletto.
Io all’epoca aveva poco più che una ventina d’anni, soffrivo molto per la morte di madre e anche per l’assenza di mio padre.
Io al dottore non avevo risposto soffiandomi il naso sul quel suo fazzoletto bianco come la neve. Il dottore mi aveva lasciato fare.
Poi allora aveva continuato dicendo: «Pensa che le lacrime producono tutte quelle sostanze che il corpo ha bisogno per star bene, proprio quando ne abbiamo più necessità. Per questo piangere il “giusto” fa stare meglio».
«Non so più cosa significhi stare bene…» avevo mormorato io.
Allora mi aveva messo la mano nella spalle e aveva detto: «Stare bene significa anche solo sforzarsi di andare avanti, giorno dopo giorno, credere che tutto può essere. Vedi Charlotte tutto passa nella vita, cose belle e cose brutte. Allora tu puoi fare solo diverse cose quando senti che davanti a te c’è un baratro e non un sentiero di salvezza: puoi non arrenderti e non smettere di sperare che tutto può essere. Puoi chiedere aiuto, puoi pregare e farti sorreggere da Dio. Sai io cercai la mia personale salvezza dopo la morte di mio fratello nella sapienza umana, lessi una quantità di libri immane, saggi, filosofia, tutto e ancora più di tutto pur di trovare un antidoto che mi facesse sopravvivere a quel mio dolore straziante. Beh ragazza mia infine lo trovai nella bibbia attraverso essa che presi respiro e speranza.»
«Ah sì? E che le ha detto il suo Dio dottore, io sto male …»
Allora mi aveva abbracciata come un padre e accarezzandomi i capelli aveva lasciato che il suo battito del cuore mi tranquillizzasse.
«Mi ha detto che siamo fatti per sopravvivere anche a noi stessi. Che lui è con noi e dalla nostra parte ed è pronto a sorreggerci se noi saremo pronti a farci sorreggerci da lui. Mi ha parlato di una speranza, che un giorno asciugherà ogni lacrima e dolore. Che un giorno se avremo fede rivedremo i nostri cari. Mi ha spiegato cos’è la morte e come non averne paura. C’è tanto da dire se vuoi un giorno di questi te ne parlerò»

Poi mi aveva guardato in modo intenso e lo sguardo sereno mentre parlava del suo Dio si era fatto ombroso e mi aveva toccato l’esile polso: «Da quand’è che non mangi? Lo stare bene passa anche attraverso una dieta alimentare equilibrata».
Io avevo distolto lo sguardo ansiosa, non volevo essere sgridata o giudicata.
«Se vuoi combattere devi cibarti Charly, forse pensi che solo così puoi sconfiggere i demoni dentro te, prendendo possesso delle tue più ovvie facoltà biologiche. Ma così non è. Tu così soccombi. Devi mangiare, bere, correre e ballare. Devi vivere Charly. Tua mamma ci teneva che lo facessi. Essa vive in te, in tutto quello che fai. Se ora ti arrendi muore un’altra volta.»
«Come passa il dolore?»
«Passa se smetti di combatterlo. Se diventi uno scoglio al suo passare. Passa con il tempo e la ragione. Non ci sono trucchi immediati per star meglio, ci dobbiamo dare solo tempo. Più dai importanza al dolore più esso diverrà importante per te. La tristezza è affascinate, ci avvolge, ci coccola, la odiamo è vero, scappiamo da essa ma infondo non ci allontaniamo ma da lei perché sappiamo che infondo e in parte ce lo meritiamo e comunque rimane la nostra isola che non c’è perché son lì tutti i nostri ricordi più belli. Il mio mentore all’università un giorno mi disse dopo la morte di Gaetano: “Max, dimentica per prima le cose belle e vedrai che il dolore cesserà di essere un esigenza per la mente. Tuo fratello è in te non se ne allontanerà ma per ora è necessario che tu eviti di rievocarlo per averlo ancora con te” Con questo non dico che devi dimenticare tutti i bei ricordi che ti legano a tua madre, dico solo che devi imparare a bloccare il meccanismo che ti porta a star male. Sono cinque le fasi del dolore, le hanno analizzate e descritte in vari testi scientifici. Ma ti dirò l’ho fatto pure io a mio tempo, mi sono preso del tempo ed ho guardato il mio dolore come se fossi una terza persona a me stante».
Guardai il dottore tutt’occhi, allora non capivo bene cosa stesse cercando di dirmi, lo capii dopo. Con il tempo e la ragione, come aveva detto lui.
Ma non volevo che quella sua bella voce smettesse di parlarmi e lo pregai di continuare descrivendo le fasi.
Mi disse: «Te la faccio breve: Il dolore è un po’ come un’onda che ci affoga, e a noi sembra di non respirare, di morire. Ma proprio come un’onda esso arriva e poi si ritira. All’inizio velocemente ma poi con il tempo sempre meno, sempre meno, fino a divenire un ricordo.»
«Quali sono le altre fasi?» chiesi io.
«prima lo shock; poi la negazione, cioè quel meccanismo di difesa che ci porta a non volere credere a ciò che è accaduto; dopo la rabbia, il desiderio di ribellione; poi la negoziazione, la ricerca di spiegazioni e soluzioni; dopo ancora la depressione, cioè una resa; e infine l’accettazione seguita dalla speranza.»
Mi aveva guardata attento, ed io avevo detto: «Continui la prego…».
Max allora aveva continuato dicendo: «Nello studio del dolore si sono evidenziati due processi dello svolgersi delle fasi, il sovrapponimento di una fase con un’altra o di una spirale che porta le fasi a svolgersi velocemente, anche in un minuto, in una sequenza di pensiero o per giorni, tutto dipende dalla persona e dal proprio dolore. Ognuno lo vive a modo proprio. Un po’ come tuo padre, che sta scappando dal dolore stesso. Ma non sa che questo gli prolungherà l’agonia finché non accetterà la perdita e la sofferenza. L’importante ragazza mia è stare ben attenti a quello che si fa durante le fasi. Rinunciare al cibo e fare atti di autolesionismo non aiutano il processo ma lo rallentano».
Mi aveva scoperto la parte superiore del braccio ed erano tutti lì i miei tagliuzzamenti della sera prima. Nell’incavo del mio gomito e nel mio polso. Piccoli segni, linee sottile assieme ad alcune cicatrici più grandi. Perché lo si sa che solo il sangue lava il disprezzo di sé. Quando la tua anima grida talmente forte che non puoi farla tacere solo con la musica, lo svago o qualsiasi stordimento possibile. Allora non rimane che spezzare il meccanismo facendo sentire dolore al corpo così che il cervello registra il dolore fisico e per un attimo si deconcentra su quello dell’anima, te la silenzia. Al momento era la mia droga preferita, dopo lo scrivere.
Ripresi a piangere, anche un po’ per vergogna.
«Non lo dirò a tuo padre, stai tranquilla, almeno non ora, ma voglio che reagisci Charly, se vuoi ti posso aiutare ma devi essere tu per prima a volerti aiutare.» Due occhi dolci mi avevano dato una pacca sulle ginocchia e poi si era alzato e mi aveva detto: «Charly anch’io ci sono passato con mio fratello, ti dico che ce la possiamo fare se ci crediamo, magari all’inizio meno che meno, solo un pochino ma poi sempre più».
Poi l’avevano chiamato ed era dovuto andare lasciandomi sulla panchina fra l’affascinato e il grato.

Rimuginai parecchio su quelle sue parole quella sera e i giorni avvenire e decisi darmi una possibilità, pregai Dio di darmi la forza di sorreggere il mio debole passo affinché fase dopo fase io raggiungessi la pace e perdonassi me, lui e perfino la mamma perché ne era andata via. Imparai le sue vie grazie allo studio con il dottore e un po’ alla volta la mia anima smise di tormentarmi e qualche volta vi assicuro, son sicura essa mi guarda e mi sorride davvero.

Le sette fasi dell’elaborazione del lutto


 
Nel 1969 la psichiatra svizzera Elisabeth Kübler Ross, considerata un dei massimi esperti delle implicazioni psicologiche della malattia e della morte, pubblicava il libro On death and dying. Il libro, uscito in Italia in varie edizioni con il titolo La morte e il morire, è considerato un classico della psicologia contemporanea. Non soltanto per le sue teorie sulla gestione emotiva del fine della vita e delle malattie personali, ma soprattutto per il modello proposto da Kübler Ross per l’elaborazione del lutto in genere. Davanti a ogni grande perdita e dolore, sosteneva la studiosa, le persone attraversano cinque fasi: prima lo shock; poi la negazione, cioè quel meccanismo di difesa che ci porta a non volere credere a ciò che è accaduto; dopo la rabbia, il desiderio di ribellione; poi la negoziazione, la ricerca di spiegazioni e soluzioni; dopo ancora la depressione, cioè una resa; e infine l’accettazione seguita dalla speranza.
Alcuni parlano di cinque fasi, anziché di sette, perché considerano shock e negazione un unico momento, e parlano solo di accettazione, senza includere la speranza. Il modello, originariamente pensato per descrivere la reazione dei malati terminali, è applicabile anche ad altre situazioni, come divorzi o la perdita di un lavoro. All’indomani delle elezioni americane Quartz suggerisce di applicarlo anche alla batosta – anche emotiva – che i liberal si sono presi dopo l’improvvisa vittoria di Trump. E ha pubblicato un grafico ispirato a un’edizione recente dell’opera, curata da Allan Kellehear.
elaborazione lutto fasi
La lezione di Kübler-Ross, ha spiegato a Quartz Dianne Gray, presidente della fondazione in onore della psichiatra Svizzera, è che «la sua ricerca ha dimostrato che la speranza è incorporata in ogni essere umano». La giornalista Sarah Slobin nota inoltre che il discorso con cui Hillary Clinton ha ammesso la sconfitta è proprio un’elaborazione del lutto: «So che questa sconfitta fa male, ma per favore non smettete di credere che valga la pena di combattere per ciò in cui credete».

lunedì 19 febbraio 2018

Lasciatemi sola con Pablo Neruda #poesia


Ora, lasciatemi in pace.
Ora, abituatevi alla mia assenza.
Io chiuderò gli occhi
e dirò solo cinque cose,
cinque radici preferite.

Una è l’amore senza fine.
La seconda è vedere l’autunno.
Non posso vivere senza che le foglie
volino e tornino alla terra.

La terza è il grave inverno,
la pioggia che ho amato, la carezza
del fuoco nel freddo silvestre.

La quarta cosa è l’estate
rotonda come un’anguria.

La quinta sono i tuoi occhi.
Non voglio dormire senza i tuoi occhi,
non voglio esistere senza che tu mi guardi:
io tramuto la primavera
affinché tu continui a guardarmi.

Amici, questo è quanto voglio.
E’ quasi nulla ed è quasi tutto.

Ora se volete andatevene.
Ho vissuto tanto che un giorno
dovrete per forza dimenticarmi,
cancellarmi dalla lavagna:
il mio cuore è stato interminabile.
Ma perché chiedo silenzio
non crediate che io muoia:
mi accade tutto il contrario:
succede che sto per vivere.
Mai sentito così sonoro,
mai avuto tanti baci.
Ora, come sempre, è presto.
La luce vola con le sue api.

Lasciatemi solo con il giorno.
Chiedo il permesso di nascere.

Pablo Neruda

sabato 17 febbraio 2018

#20miles da me

In treno con degli sconosciuti in una sconosciuta vita





Il treno va, il treno avanza. Inesorabile nel suo proprio destino.
Un percorso obbligatorio il suo come lo è infondo la vita. Egli porta
anime e vite dissimili fra loro eppure unite da una singola identica
destinazione.
Una meta non scelta insieme eppur condivisa con motivazioni
molteplici e diverse fra loro eppure alla lunga sempre le stesse.
Come la signora dinanzi a me, diversa da me per ceto o per età ma che
birichina attaccata al suo smartphone se ne sta. Ella controlla senza
sosta ogni tot minuti il suo telefonino lanciando furtivi sguardi a suo
marito che tracotante se la dorme in panciolle di lato.
Avessero requiem invece le gemelle al mio fianco che tese e
imperterrite s'imbellettano e posano per immortalare ogni singolo
minuto della loro permanenza in treno.
Oppure il giovane uomo che si è seduto per due fermate e poi si è
alzato piantonando con ansia eccessiva la porta d'uscita con il telefono
all'orecchio facendo sentire a tutti noi, quanti miliardi ha in banca e
dove quando e come tradisce la moglie. Deve senza dubbio parlar ad
una segreteria perché non ha sosta quella sua voce nasale e non da il
tempo fisico di rispondere ad un'altra persona.
Invece che carini i due innamorati che non odono o vedono altro che
loro stessi e respirano e imprimono ogni secondo di questo nostro
viaggio in treno. Spero oltre che sordi siano pure senza olfatto perché
accanto a loro siede una signora di costume antico che credo abbia
adottato la canfora come cura di ogni male o macchia di questo mondo.
Si sente fin qui anche senza vedere il ragazzotto della fila parallela che
mima al suo compagno, fazzoletto in mano una morte precoce per
asfissia. Ed io in mezzo a loro che penso solo a lui.
Ora che dai finestrini la luce diminuisce, le chiacchiere si attenuano fino
a divenir sussurri e ad uno ad uno gli occhi si chiudono. I miei son lì
sbarrati dall'ansia di quel che il cuor non sa neppur dir e allo stesso
tempo pensa.
Come sono angelici invece quei volti che nella notte sognano, così
tutt'insieme eppur ognun per cantuccio suo.
Qualche luce gravità ancora qua e là, proveniente da qualche tablet
oppure iphone.
Guardo il mio che tace, ormai anche lui è stanco e la batteria dice che è
tardi, lo spengo in fretta e lo ritiro sperando in qualche miracolo
mattutino.
La seduta è scomoda ma il dover cercar il bagno in mezzo a tutta quella
gente che dorme mi è ancor più difficile, eppure ad un certo punto mi
faccio coraggio ed esploro il resto della vettura fino al raccordo con
l'altra vettura in cerca del wc. E lo trovo. Angusto e stretto come lo è
sempre stata la mia vita, maltrattata eppur utile sempre per qualcuno.
Per qualcuno che non sia io s'intende. Aprendo la porta una bimba
assonata fa capolino assieme ad una mamma scombinata e irritata, le
sorpasso in fretta perché vedo nell'angolo della bocca di lei un
sorrisetto tirato che cerca in qualche disperato modo l'occasione di far
pettegolezzo.
L'ora è tarda e poi vedo sopraggiungere un'altra mamma e di sicuro di
storielle di parti e malattie di bambini ne troveran di belle. Io ho smesso
di far da mamma tempo fa.
Non vedo motivo di ripescar vecchie storie e risvegliar dolori sopiti dal
tempo e dalla ragione.
Scappo da loro, come dalla mia vita, il treno prosegue la sua corsa ed io
non ho fretta di arrivar a destinazione. Mi siedo composta al mio posto
e mi par come di esser già morta.
La sensazione è fugace e vola via al sorgere del sole quando il treno si
ferma per far rifornimento. Ed io ne approfitto per far colazione. Ho
poca fame ma la voglia di caffè mi assale come quella di farmi una
doccia calda e abbandonare tutti quanti e non pensare più a niente.
Ah già questo l'ho fatto, mi dev'esser sfuggito il pensiero ieri ma oggi mi
appare più reale. Più limpido. Più speciale. Sorrido alla vita e alla fuga.
Vedo al mio ritorno, braccia che si stirano, il controllore passa e crea
gran confusione fra gente che non trova il biglietto o che ancora dorme
e qualche ragazzotto che appena lo vede scappa in un'altra direzione.
Mentre dormivo dev'esser sceso qualcuno, non vedo più la stessa gente
di ieri, le gemelle per esempio ne gli innamorati, al loro posto due rasta
e vicino a me un giovane signore che legge in continuazione. Come in
treno nella vita, gente che va e gente che con se non ti tiene.
La mattina porta allegria ed assieme ed assieme alle voci, le varie
suonerie iniziano serpeggiar fra chi deve scendere e chi da poco è
salito. Il mio iphone tace temerario senza stimolo.
Il treno riparte con un gran scossone, la gente si calma e in inizia a farsi
i fatti propri. Chi legge, chi spia il prossimo, chi ammicca e chi fa
conferenze sulle proprie abilita umane.
Tutto il mondo è paese pure in treno è lo stesso, e quel che lasci pure
ritrovi solo con qualche dettaglio nuovo. Tipo il ragazzo davanti a me
che mi fissa e poi finge di leggere, riflette e poi rivolge a me lo sguardo,
di nuovo e di nuovo ed io lo guardo e mi faccio guardare perché in
treno questo tipo di giochi si possono fare. Ed è nato il treno proprio
per questo tipo di giochi, purché le mani non allunghi e continui ad
arrossir ogni volta che il mio sguardo urta.
Il mio posto vicino al finestrino è sacrosanto! Io lo esigo come vero è
che esisto! Invece no, un corpulento ragazzo sgranocchiando patatine
se n’è impossessato il tempo di un altro round in bagno. Con la mia
voce sottilissima lo richiamo all'ordine ma lui manco una piega nella sua
matassa enorme di roba trangugiata a meta e di altri oggetti misti.
Allora gli tocco il braccio e lo guardo gentile ma due buchi neri mi
frugano e non lasciano spazio ad alcuna risposta. M’imbufalisco come si
può imbufalire solo una persona buona, gli levo perentoria la rivista di
musica dalle grassocce mani e gli scandisco a chiare lettere che quel
posto è mio e solo mio!! Lui mi risponde: «Ormai non più».
Manco il finestrino guarda per veder il quadro che di attimo in attimo si
trasforma cambiando colore e dimensione. Non viene rapito dalla
bellezza della natura. Niente! Mi vien da piangere da un lato e da
trapassarlo da parte a parte con la chiave di casa dall'altra lato.
Un signore brontola per il trambusto ma non interviene, una vecchietta
dice la sua in dialetto e un'altra le risponde. L'aria si fa tesa ed io mi
vergogno a morte della mia debolezza nel mancare di farmi forte
davanti a lui. Un signore distinto si alza e lo rimette in riga e lui
controvoglia mi cede il mio posto e torna al suo. Il brav'uomo ha occhi
bellissimi e io gli mormorò un grazie mentre i miei occhi si inumidiscono
per la fragilità del mio essere. Vorrei essere migliore, ma non sono che
una stupida bambola di pezza che aspetta che qualcuno per essere
difesa. Il brav'uomo sorride e torna al suo posto dalla moglie e i suoi
due figli. Inforco grandi occhi da sole e le cuffie per la musica, punto lo
sguardo sul mio sospirato finestrino e nella mia solitudine ricreata
verso un po' di lacrime asciutte mentre la mia anima esplode in mille
pezzi.
Non vorrei nutrire tante aspettative, come la donna forte che non
sono non nutrirebbe, ma infondo siamo ciò che la vita c'insegna ed
essere quindi ho preso l'iphone e guardato quello che la mia fuga aveva
scatenato. Volevo far la superiore ma non ci son riuscita e schiacciata
nel mio sedile ora volevo vedere e sentire, ora volevo capire cosa
provavano quelli che ho abbandonato. Abbandonato è una parola
grossa è pone un accento negativo sulla mia fuga. Sembra quasi che
mene debba vergognare ma davvero non è così. Mi sono
semplicemente salvata la vita. Ho lavorato operosamente fin dalla mia
primissima età matura. Ho cercato di far tutto per bene, nella disgrazia
e nella serenità.
Ho preparato commini altrui, tenendo mani e costruito pezzo per pezzo
futuri più sicuri possibili. Tutto e ancora più di tutto affinché fossero
felici.
La mia felicità l'ho lasciata lungo il commino del mio essere sempre
proiettata verso l'infinito, verso il futuro. Adesso è la, la si può vedere
abbandonata, sdrucita e stanca, ormai del tutto inutilizzabile. Nessuno
se ne prenderà cura, nemmeno io per questo ora son qui e lei e loro
son la.. lontani ma ormai del tutto pronti a poter stare senza di me.
Il mio iphone tace, troppo orgoglioso per potermi regalare tenerezze
dopo l'affronto della mia rinascita. Mi mancano solo due anni a quella
vera dei quaranta, l'anno prossimo dovrò morire per bene, solo così
potrò rinascere a nuova vita. Questo mio lungo viaggio in treno infondo
è una preparazione a tal evento. Non c’è vita che meriti di essere
buttata via, provengo dalla generazione dove invece che buttare si
riparavano le cose. Io uguale ma lontano da loro, riparo me stessa,
rigenero la mia vita affinché sia ancora degna di essere vissuta.
Ancora una fermata è scenderò, vedo il respiro della gente diventare
irregolare e l'ansia di abbandonare questo nostro breve ma intenso
rifugio peccatorium trasformarsi in realtà.
Infondo il treno è un anche una pausa che ci vogliamo regalare. In treno
non puoi vivere totalmente la tua vita, devi aspettare l'arrivo, il
ridiscendere dalle carrozze e questo può regalarti un po' di tempo per
pensare, un po' di tempo da regalare a te.
Forse non tutti la pensano così ma dovrebbero farlo almeno una volta
nella vita. Fare questa breve vacanza da se stessi in treno. La nostra
famigliola inizia ad armeggiare con gli addii e con i “ci rivediamo” i più
tecnologici si proiettano con i “ci becchiamo sui social” piuttosto che in
un futuristico “ alla prossima volta”. A me nessuno dice niente, perché
io non li voglio rivedere da nessuna parte. Se li rivedessi il viaggio
perderebbe valore e significato e loro malgrado diverrebbero come
quelli che ho lasciato a casa. Voglio invece che essi siano come quelle
rette che t'incrociano, t'intersecano ma non formano con te nessun
triangolo, nessun angolo di nessun genere. Ti lasciano semplicemente il
ricordo del loro passaggio. Dei loro profumi, usi consumi e pezzi di
discorso che ho qua e la segnato nella mente chiudendo gli occhi ed
ascoltandoli con l'anima. Non sapranno mai, questa signori quanto
dentro me ho ragionato con loro senza aver mai neppur parlato una
sola volta con loro. Il treno si ferma com'anche il respiro si ferma. Tutto
è regolare eppur non lo è, qualcosa manca, forse quel qualcosa che alla
fine di ogni viaggio ti aspetti ci sia, che ci attende fuori con gli occhi di
chi ti ha sempre aspettato. Suona il mio telefono ma non rispondo e nel
momento esatto in cui scendo lo vedo. Ed eccolo che mi guarda
disperato, eccomi qua che guardo la mia fine assieme al il mio nuovo
inizio.

Scrivere. #Citazioni #aforismi e d'intorni...

Scrivere è una nell'arte. Intima. Sobria nel essere. Non puoi scrivere da ubriaco o drogato. Puoi solo raccontare poi quello che hai vissuto, visto, sentito, capito. Così per tutto. La scrittura è questo e molto di più... La parola agli esperti...

Il mio scrivere non è altro che il mio peregrinare sulle bianche pieghe del tuo essere.
(Anna Piediscalzi)

Conosco cento modi per morire ma il mio preferito rimane: scrivere.
(Anna Piediscalzi)

LA FAVOLA DELLO SCRITTORE

Un buon scrittore quando ha un’improvvisa folgorazione è come se inseminasse una  sua cellula. 
Se poi l'ispirazione si tramuterà in progetto, la cellula si potrà dire fecondata. 
Il progetto andrà avanti, si formerà come il feto, diverrà bimbo o bimba e buttando sangue con gioia e dolore il buon scrittore partorirà il suo progetto un bel giorno. 
Ma come ogni buon genitore egli sa che la nascita è un trampolino di partenza, non di conclusione; quindi avrà cura della sua creatura per molto tempo ancora. 
Editing e restyling saranno normali come crescerlo e svezzarlo. 
L'avvenimento imprevisto tramuterà in ansia il resto del tempo che gli resterà, ma un bel dì potrà guardare la sua creatura e dirsi orgoglioso d'essa. 
Ma non è finita! Perché come un genitore non smette mai di amare il proprio figlio, uno scrittore ancor prima che finisca si tramuterà in matrona antica e tesserà, tesserà come un ragnetto famelico affinché il figlio/progetto abbia un matrimonio che si merita. 
Già! Qualcuno che se ne prenda cura e gli faccia girare il mondo e faccia guadagnare un po' di soldini al genitore. Gli sposalizi non sono roba facile. Alcuni chiederanno la mano e al buon scrittore sembrerà che vogliano fidanzarsi con il suo progetto ma poi cambieranno idea. Altri useranno la sua creatura rovinandola e altri ancora cercheranno di sfruttarla. 
Un buon genitore non smetterà mai di sperare fino all'ultimo che la sua creatura abbia il meglio che il mondo le può offrire. 
Egli non smetterà mai di cercare una buona casata che abbia cura della sua creatura. 

Ecco cosa porta un buon scrittore sui social piuttosto che nelle pubbliche piazze. L'amore per la propria creatura. Questo amore lo porterà a fare alleanze a scopo matrimoniale o intrighi per depistare i nemici che minacceranno il suo buon nome di genitore o scrittore. Ma quando il buon scrittore sarà sazio di giorni potrà godere di tutto il suo duro lavoro con la vista dei suoi nipotini (diritti d'autore) che manderanno avanti il suo nome a tempo indefinito e fin dopo, anche quando il buon scrittore cesserà di esistere.  
(Anna Piediscalzi)

 Il mio preferito:

Uno scrittore non dimentica mai la prima volta che accetta qualche moneta o un elogio in cambio di una storia. Non dimentica mai la prima volta che avverte nel sangue il dolce veleno della vanità e crede che, se riuscirà a nascondere a tutti la sua mancanza di talento, il sogno della letteratura potrà dargli un tetto sulla testa, un piatto caldo alla fine della giornata e soprattutto quanto più desidera: il suo nome stampato su un miserabile pezzo di carta che vivrà sicuramente più a lungo di lui. Uno scrittore è condannato a ricordare quell'istante, perché a quel punto è già perduto e la sua anima ha ormai un prezzo.
Carlos Ruiz Zafón, Il gioco dell'angelo, 2008

Scrivere sulle cose mi ha permesso di sopportarle.
Charles Bukowski




Scrivere/ scrittori
© Aforismario

Bisogna prendere speciali precauzioni contro la malattia dello scrivere, perché è un male pericoloso e contagioso.
Pierre Abélard, Lettere a Eloisa, XII sec.

Qualcuno ci sorveglia mentre scriviamo. La madre. Il maestro. Shakespeare. Dio.
Martin Amis, Territori londinesi, 1991

Se non riesci a infastidire nessuno, scrivere è inutile.
Kingsley Amis (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Tutta la scrittura è cochonnerie.
Antonin Artaud, Il pesa-nervi, 1925

Ho capito che i libri non sono mai finiti, che è possibile per alcune storie continuare a scriversi senza il loro autore.
Paul Auster, Il taccuino rosso,  1993/95

La scrittura esige virtù scoraggianti, sforzi, pazienza; è un'attività solitaria in cui il pubblico esiste solo come speranza.
Simone De Beauvoir, Memorie d'una ragazza perbene, 1958

La metà di ciò che scriviamo è dannosa, l'altra metà è inutile.
Henry Becque, Note d'album, 1926 (postumo)

Scrivere, non importa se in versi o in prosa, significa maneggiare le parole come pietre, come pietre nude, - un mestiere spietato!
Gottfried Benn, Lettera a Fritz Werner, 1949

Se si scrivesse sempre soltanto quello che quindici anni dopo sarebbe opportuno aver scritto, è probabile che non si scriverebbe niente del tutto.
Gottfried Benn, Invecchiare: problema per artisti, 1954

L’arte di scrivere consiste nel far dimenticare al lettore che ci stiamo servendo di parole.
Henri Bergson, L'anima e il corpo (conferenza), 1912

La lettura è piacere e gioia di essere vivo o tristezza di essere vivo, e soprattutto è conoscenza e domande. La scrittura, invece, di solito è vuoto. Nelle viscere dell'uomo che scrive non c'è nulla.
Roberto Bolaño, 2666, 2004 (postumo)

Come è facile scrivere difficile, e come è difficile scrivere facile!
Libero Bovio, Don Liberato si spassa, 1937

La donna che scrive mi dà, quasi sempre, lo stesso fastidio dell'uomo che cucina.
Libero Bovio, Don Liberato si spassa, 1937

Per scrivere bene, in versi come in prosa, niente eguaglia l'avere davvero qualcosa da dire.
Paul Brulat, Pensieri, 1919

Chi scrive per il suo tempo, disperi di sopravvivergli.
Gesualdo Bufalino, Il malpensante, 1987

Beato senso d'impunità che si ricava dallo scrivere per sé soli.
Gesualdo Bufalino, Il malpensante, 1987

Curiosa cosa che per esortare a non scrivere si debba scrivere...
Gesualdo Bufalino, ibidem

Non commettere atti impuri ... Ma scrivere è un atto Impuro.
Gesualdo Bufalino, Il malpensante, 1987

Scrivere solo i libri che si è curiosi di leggere.
Gesualdo Bufalino, Il malpensante, 1987

Scrivo perché ho paura. Scavo trincee di parole dove nascondere il capo.
Gesualdo Bufalino, Il malpensante, 1987

È tempo che una nuova retorica scandagli e classifichi nella scrittura le nuove tecniche desunte dalle discipline più varie: l’effetto retard da certe compresse, il piano sequenza dal cinema, il gioco di compressione dal bridge, il gambetto di Re dagli scacchi, il bluff di parola dal poker... E ancora: lo slow burn da Laurel e Hardy, il canto scat da Armstrong, il “non finito” da Michelangelo, le punizioni a rientrare da Mariolino Corso, certe copule d’aggettivo con sostantivo dal Kamasutra... Un eccesso di furberie che un giorno o l’altro ci perderà.
Gesualdo Bufalino, Bluff di parole, 1994

La scrittura ambisce a durare, mentre la vita è solo un incidente.
Gesualdo Bufalino, Bluff di parole, 1994

Scrivere: contravveleno o veleno?
Gesualdo Bufalino, ibidem

Scrivere: enteroclisma dell’anima.
Gesualdo Bufalino, Bluff di parole, 1994

Scrivere. Scommettere tutto me stesso sull’inesistente... Costruire equilibri di parole precari come nuvole di passo... Conviene?
Gesualdo Bufalino, Bluff di parole, 1994

Quelli che scrivono come parlano, pur parlando molto bene scrivono male.
Georges-Louis Leclerc de Buffon, Discorso sullo stile, 1753

La verità profonda, per fare qualunque cosa, per scrivere, per dipingere, sta nella semplicità. La vita è profonda nella sua semplicità.
Charles Bukowski, Hollywood, Hollywood!, 1989

Per me scrivere è tirare fuori la morte dal taschino, scagliarla contro il muro e riprenderla al volo.
[Writing is when I take death out of my left pocket, throw him against the wall and catch him as he bounces back].
Charles Bukowski, Il capitano è fuori a pranzo, 1998

Bisogna interrompere di tanto in tanto il flusso della scrittura. Per evitare che dal rubinetto scorra sempre la medesima acqua.
Francesco Burdin, Un milione di giorni, 2001

La scrittura dal punto di vista della logica è sempre imperdonabile, ma dal punto di vista della scrittura è indispensabile.
Francesco Burdin, Un milione di giorni, 2001

Per la scrittura io ho fatto tutto, mi sono ridotto persino a vivere.
Aldo Busi, Sodomie in corpo 11, 1988

Scrivere è profanare, e i ricordi scritti sono ricordi persi.
Aldo Busi, Altri abusi, 1989

La scrittura: posso spiegarla ricorrendo a una nomenclatura criticistica o ingegneristica, e non avrò ancora detto niente sull'essenza – tutt'al più, molto sull'inessenza, dicendo come per tanti campi del sapere, che cosa non è. Chi non è scrittore non sa che farsene delle teorie sulla scrittura, chi lo è non ne ha bisogno.
Aldo Busi, Altri abusi, 1989

Per me scrivere rientra nelle prestazioni del trapezista da triplo salto mortale senza rete: impossibile applicarvi un adeguato cartellino del prezzo se non col metro dell'arroganza.
Aldo Busi, Nudo di Madre (Manuale del perfetto scrittore), 1997

Se ti presti a mettere in scena con le parole scritte i desideri e i memorabilia – degni dell'oblio – dell'umanità che ti compra, è perché la tua vera vocazione è quella del venduto, non quella dello Scrivere.
Aldo Busi, Nudo di Madre (Manuale del perfetto scrittore), 1997

Ogni volta che vi si presenti l'occasione di essere più tentati dalla vita che dallo scriverne, siate suicidali: il resto viene da sé.
Aldo Busi, Nudo di Madre (Manuale del perfetto scrittore), 1997

Il primo libro sarebbe meglio non averlo mai scritto. Finché il primo libro non è scritto, si possiede quella libertà di cominciare che si può usare una sola volta nella vita.
Italo Calvino, Il sentiero dei nidi di ragno, 1947 (prefazione)

L'arte di scriver storie sta nel saper tirar fuori da quel nulla che si è capito della vita tutto il resto; ma finita la pagina si riprende la vita e ci s'accorge che quel che si sapeva è proprio un nulla.
Italo Calvino, Il cavaliere inesistente, 1959

Ci si mette a scrivere di lena, ma c'è un'ora in cui la penna non gratta che polveroso inchiostro, e non vi scorre più una goccia di vita, e la vita è tutta fuori, fuori dalla finestra, fuori di te, e ti sembra che mai più potrai rifugiarti nella pagina che scrivi, aprire un altro mondo, fare il salto. Forse è meglio così: forse quando scrivevi con gioia non era miracolo né grazia: era peccato, idolatria, superbia.
Italo Calvino, Il cavaliere inesistente, 1959

Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che poi venga scoperto.
Italo Calvino, Se una notte d'inverno un viaggiatore, 1979

Scrivere prosa non dovrebbe essere diverso dallo scrivere poesia; in entrambi i casi è ricerca d'un'espressione necessaria, unica, densa, concisa, memorabile.
Italo Calvino, Lezioni americane, 1988 (postumo)

Quelli che scrivono con chiarezza hanno dei lettori, quelli che scrivono in modo ambiguo hanno dei commentatori.
Albert Camus, Actuelles, 1950/58

Non esiste una scrittura che sia sufficientemente segreta da permettere all'uomo di esprimersi in essa con verità.
Elias Canetti, La tortura delle mosche, 1992

Finché respiro, scrivo.
Elias Canetti, Un regno di matite, 1996

Scrivere ti dà sollievo. Persino quando non hai niente da dire, scrivere ti dà sollievo. Ma lo sappiamo, quando non abbiamo niente da dire?
Elias Canetti, Un regno di matite, 1996

Se non si riesce, dico io, a rendere quel che si scrive al meglio delle nostre possibilità, allora che si scrive a fare? Alla fin fine, la soddisfazione di aver fatto del nostro meglio e la prova del nostro sforzo sono le uniche cose che ci possiamo portare appresso nella tomba.
Raymond Carver, Il mestiere di scrivere, 1984

Scrivere non è vivere. È forse sopravvivere a sé stessi. Ma niente è meno garantito.
Blaise Cendrars, L'Homme foudroyé, 1945

Ogni parola è una parola di troppo. Eppure si deve scrivere: scriviamo..., illudiamoci a vicenda.
Emil Cioran, La tentazione di esistere, 1956

Più si farfuglia, più ci si impegna a scrivere meglio. Ci si vendica così di non essere stati oratori. Il
balbuziente è uno stilista nato.
Emil Cioran, Il funesto demiurgo, 1969

Quando ci si rifiuta di fare del lirismo, riempire una pagina diventa un supplizio: a che serve scrivere per dire esattamente quello che si aveva da dire?
Emil Cioran, L'inconveniente di essere nati, 1973

Più si è offesi dal tempo, più si vuole sfuggirgli. Scrivere una pagina senza pecche, o anche una sola frase, vi innalza al di sopra del divenire e delle sue corruzioni. Si trascende la morte con la ricerca dell'indistruttibile attraverso il verbo, attraverso il simbolo stesso della caducità.
Emil Cioran, L'inconveniente di essere nati, 1973

La più piccola frase che si deve scrivere esige un simulacro di invenzione, quando basta invece un minimo di attenzione per addentrarsi in un testo, anche difficile. Scarabocchiare una cartolina postale si apparenta a un'attività creatrice più che leggere la "Fenomenologia dello Spirito".
Emil Cioran, L'inconveniente di essere nati, 1973

Non si scrive perché si ha qualcosa da dire ma perché si ha voglia di dire qualcosa.
Emile Cioran, Squartamento, 1979

Il mio primo libro l'ho scritto in rumeno, a ventun anni, ripromettendomi per il futuro di non scrivere più niente. Poi ne ho scritto un altro, seguito dallo stesso proposito. La commedia si è ripetuta per più di quarant’anni. Il motivo? Il motivo è che lo scrivere, per poco che valga, mi ha
aiutato a passare da un anno all’altro, perché le ossessioni espresse si attenuano e in parte vengono superate. Sono certo che se non fossi stato un imbrattacarte mi sarei ucciso da un pezzo. Scrivere è un enorme sollievo. E pubblicare anche.
Emil Cioran, Un apolide metafisico, 1995

Meglio scrivere per sé stessi e non aver pubblico, che scrivere per il pubblico e non aver sé stessi.
Cyril Connolly, su The New Statesman, 1933

Si scrive soltanto una metà del libro, dell'altra metà si deve occupare il lettore.
Joseph Conrad, Lettera a Robert Bontine Cunninghame Graham, 1897

Scrivere è un po' come fare i minatori di se stessi: si attinge a quello che si ha dentro, se si è sinceri non si bada al rischio di farsi crollare tutto addosso.
Andrea De Carlo, Due di due, 1989 (introduzione)

Scrivere è un'attività per invalidi compiaciuti che sublimano nei libri la frustrazione di non riuscire a vivere.
Andrea De Carlo, Due di due, 1989

La scrittura è un'esplorazione. Inizi dal nulla e impari man mano che avanzi.
Edgar Lawrence Doctorow, su The New York Times, 1985

Pianificare di scrivere non è scrivere. Abbozzare... ricercare... parlare con le persone di quello che stai facendo, nessuna di queste cose è scrivere. Scrivere è scrivere.
Edgar Lawrence Doctorow, su The New York Times, 1985

La scrittura è una forma socialmente accettabile di schizofrenia.
Edgar Lawrence Doctorow, su Writers at Work, 1988

Scrivere un romanzo è come guidare una macchina di notte: non puoi mai vedere oltre i fari, ma puoi viaggiare liberamente sulla strada.
Edgar Lawrence Doctorow, su Writers at Work, 1988

La scrittura è l'ignoto. Prima di scrivere non si sa niente di ciò che si sta per scrivere e in piena lucidità.
Marguerite Duras, Scrivere, 1993

[Scrivere] è la solitudine atroce d'una stanza che a poco a poco si trasforma in una prigione, una cella di tortura. È la paura del foglio bianco che ti scruta vuoto, beffardo. È il supplizio del vocabolo che non trovi e se lo trovi fa rima col vocabolo accanto, è il martirio della frase che zoppica, della metrica che non tiene, della struttura che non regge, della pagina che non funziona, del capitolo che devi smantellare e rifare rifare rifare finché le parole ti sembrano cibo che sfugge alla bocca affamata di Tantalo. È la rinuncia al sole, all'azzurro, al piacere di camminare, viaggiare, di usare tutto il tuo corpo: non solo la testa e le mani. È una disciplina da monaci, un sacrificio da eroi.
Oriana Fallaci, Insciallah, 1990
L’evoluzione tecnologica non ha comportato la scomparsa della scrittura e il trionfo dell’oralità ma, proprio al contrario, si è caratterizzata per una esplosione della scrittura. Tanto è vero che se per un po’ di tempo i telefonini avevano fatto a gara per rimpicciolirsi, poi hanno ricominciato a ingrandirsi, per avere uno schermo e una tastiera. Per scrivere, non per parlare.
Maurizio Ferraris, Anima e iPad, 2011

Scrivere non è comunicare con il lettore, non è neppure comunicare con se stessi, ma comunicare con l'inesprimibile.
Max Frisch, Stiller, 1954

Scrivere è leggere in sé stessi.
Max Frisch, Sketchbook, 1946-1949

Difficile non è scrivere un bel libro, ma convincere gli altri che lo è.
Roberto Gervaso, Il grillo parlante, 1983

A furia di scrivere s'è slogato una caviglia.
Roberto Gervaso, Il grillo parlante, 1983

Nessuno ammetterà mai di scrivere per i diritti d'autore e per i posteri.
Roberto Gervaso, Il grillo parlante, 1983

Non sa scrivere. Ma così bene!
Roberto Gervaso, ibidem

Scrivere è anche un modo di menare le mani.
Roberto Gervaso, Il grillo parlante, 1983

Tanti credono di saper scrivere solo perché non hanno mai scritto.
Roberto Gervaso, Il grillo parlante, 1983

Tutti vorrebbero scrivere, ma pochi pensano a chi li leggerebbe.
Roberto Gervaso, Il grillo parlante, 1983

Scrivere è come far l'amore: guai a perdere il ritmo; se ne perde anche il gusto.
Roberto Gervaso, La volpe e l'uva, 1989

È impressionante: tutti hanno scritto di tutto, perciò continuare a scrivere è una follia.
Fausto Gianfranceschi, Aforismi del dissenso, 2012

Scrivere: è spargere a piene mani semi volanti che, si spera, attecchiranno e fruttificheranno nei cuori.
Fausto Gianfranceschi, Aforismi del dissenso, 2012

Vuoi darti all'arte di scrivere? Il tuo desiderio è buono; perché in quest’arte troverai piacere quanto in nessun’altra; e dilettevolissima è la stessa fatica d’impararla. Con quest’arte potrai giovare agli uomini, quanto con verun’altra: da questa potrai quanto o piú che da ogni altra, acquistar gloria che si diffonda e duri.
Pietro Giordani, Istruzione per l’arte di scrivere, 1821

L’arte di scrivere è l’arte di ben pensare, e ben esprimere i nostri pensieri; talché divengano altrui niente meno che nostri.
Pietro Giordani, Istruzione per l’arte di scrivere, 1821

Tutto lo scrivere sta nella lingua, e nello stile; due cose diversissime, egualmente necessarie. La lingua sono i vocaboli e le frasi: segni delle idee. Lo stile è la distribuzione delle idee, la collocazione dei segni; con tale arte che producano il maggiore e migliore effetto; cioè di essere il piú facilmente, il piú profondamente, e il piú volentieri accolte nell’animo di chi legge. I vocaboli e le frasi sono i colori di questa pittura; lo stile è il colorito.
Pietro Giordani, Istruzione per l’arte di scrivere, 1821

Lo scrivere è un ozio affaccendato.
Johann Wolfgang Goethe, Massime e riflessioni, 1833 (postumo)

Ridire le cose già dette e far credere alla gente di sentirle per la prima volta, in ciò consiste l'arte di scrivere, come tutta l'arte di vivere è di rivivere, come tutta l'arta di amare è di amare ancora.
Remy de Gourmont, Pensieri inediti, 1920/24 (postumo)

È meglio non saper né leggere né scrivere che saper leggere e scrivere, e non esser capaci d’altro.
William Hazlitt, Discorsi a tavola, 1821/22

Ogni opera d'arte la sai quando ti diventa facile; quella dello scrivere quando ti diventa difficile.
Christian Friedrich Hebbel, Diario, 1835/63

Scrivere non è una cosa di cui ci si debba necessariamente vergognare... ma fallo in privato, e dopo lavati le mani.
Robert Anson Heinlein, Lazarus Long l'Immortale, 1973

Scrivere consente di mettere il proprio pensiero come in aspettativa, a disposizione di coloro, donne e uomini, che oggi o domani potranno ascoltarlo.
Luce Irigaray, Io, tu, noi, 1992

Nessuno che non fosse uno stupido ha mai scritto per ragioni diverse che per far quattrini.
Samuel Johnson, in James Boswell, Vita di Samuel Johnson, 1791 (postumo)

Per scrivere un bel libro sono necessarie tre cosa: il talento, l'arte e il mestiere; cioè la natura, l'operosità e l'abitudine.
Joseph Joubert, Pensieri, 1838 (postumo)

Scrivere è un'occupazione solitaria. Avere qualcuno che crede in te fa una grande differenza.
Stephen King, On Writing, 2000

Bisognerebbe scrivere ogni volta come si scrivesse per la prima e per l'ultima volta. Dire quanto sarebbe giusto per un congedo e dirlo così bene come per un debutto.
Karl Kraus, Detti e contraddetti, 1909

Ciò che entra con facilità nell'orecchio ne esce con facilità. Ciò che entra con difficoltà nell'orecchio, ne esce con difficoltà. Questo vale per lo scrivere ancor più che per il fare musica.
Karl Kraus, Detti e contraddetti, 1909

Perché scrive certa gente? Perché non ha abbastanza carattere per non scrivere.
Karl Kraus, Detti e contraddetti, 1909

La parola scritta dovrebbe essere il farsi corpo di un pensiero secondo la necessità naturale e non l'involucro di un'opinione secondo l'opportunità sociale.
Karl Kraus, Detti e contraddetti, 1909

Gloria e merito di certi uomini è lo scrivere bene; di certi altri è di non scrivere affatto.
[La gloire ou le mérite de certains hommes est de bien écrire; de quelques autres, c'est de n'écrire point].
Jean de La Bruyère, I caratteri, 1688

La stessa giustezza d’ingegno che induce a scrivere buone cose induce a temere che esse non lo siano abbastanza per meritare di essere lette. Un ingegno mediocre ritiene di scrivere divinamente; un buon ingegno ritiene di scrivere ragionevolmente.
Jean de La Bruyère, I caratteri, 1688

La lettura per l'arte dello scrivere è come l'esperienza per l'arte di viver nel mondo, e di conoscer gli uomini e le cose.
Giacomo Leopardi, Zibaldone, 1817/32 (postumo 1898/1900)

Oramai l'affaticarsi di scrivere perfettamente, è quasi inutile alla fama. Ma da altra parte, i libri composti, come sono quasi tutti i moderni, frettolosamente, e rimoti da qualunque perfezione; ancorché sieno celebrati per qualche tempo, non possono mancar di perire in breve: come si vede continuamente nell'effetto.
Giacomo Leopardi, Il Parini ovvero della Gloria, Operette morali, 1827/34

Un mio amico diceva: "è necessario scrivere, non è necessario pubblicare"; verità di un certo livello di profondità, che ritroviamo nel suo contrario, quello che sto scrivendo: "è necessario pubblicare, non è necessario scrivere". A dimostrazione della fondatezza del mio assunto, mi permetterò di offrire al tipografo una riga inesistente:
come avete visto, la riga non c'è.
Giorgio Manganelli, Il rumore sottile della prosa, 1994

Scrivere bene significa quasi pensare bene, e di qui ci vuole poco per arrivare ad agire bene. Ogni costumatezza, ogni perfezionamento morale proviene dallo spirito della letteratura.
Thomas Mann, La montagna incantata, 1924

Scrivere? A che pro? Dov'è l'editore? Certo non pagherà, anzi vorrà essere pagato. Nei giornali? Il direttore è stato prescelto fra i quattro o cinque autentici cretini della città.
Filippo Tommaso Marinetti, Democrazia futurista, 1919

Quando uno non riesce in nessun'altra cosa, di solito si mette a scrivere.
William Somerset Maugham, Il filo del rasoio, 1944

Per produrre un possente libro, bisogna scegliere un tema possente. Non si potrà mai scrivere libro grande e duraturo sulla pulce, anche se molti sono coloro che l'hanno tentato.
Herman Melville, Moby Dick, 1851

Se un umano mai osasse tradurre tutto quello che ha nel cuore, mettere giù quella che è la sua vera esperienza, quel che è veramente verità, io credo che allora il mondo andrebbe infranto, che si sfascerebbe in frantumi, e né dio, né accidente, né volontà potrebbe mai radunare i pezzi, gli atomi, gli elementi indistruttibili che componevano il mondo.
Henry Miller, Tropico del Cancro, 1934

Parole, frasi, idee, non importa quanto sottili o ingegnose, i voli più folli della poesia, i sogni più profondi, le visioni più allucinanti, non sono altro che rozzi geroglifici cesellati nella sofferenza e nel dolore per commemorare un evento non comunicabile.
Henry Miller, Sexus, 1949

Nessuno metterebbe una sola parola sulla carta se avesse il coraggio di vivere ciò in cui crede.
Henry Miller, Sexus, 1949

Peggio vivi, meglio scrivi.
Gianni Monduzzi, Orgasmo e pregiudizio, 1997

Scrivere libri è indispensabile per quelle intelligenze incapaci di sostituire una lampadina fulminata.
Gianni Monduzzi, Orgasmo e pregiudizio, 1997

Scrivere. Esercitazione spericolata condotta sul filo dell'alta acrobazia fra grammatica, sintassi, stile, forma, contenuto, inventiva, originalità. Pochi i superstiti.
Alessandro Morandotti, Minime, 1979/80

Scrivere come si trattasse di compilare costosissimi telegrammi, dove ogni parola in meno rappresenta un cospicuo risparmio.
Alessandro Morandotti, Minime, 1979/80

Scrivere è prendere l'impronta dell'anima.
Multatuli, Idee, 1862/77

Scrivere un libro è un po' come correre una maratona, la motivazione in sostanza è della stessa natura: uno stimolo interiore silenzioso e preciso, che non cerca conferma in un giudizio esterno.
Haruki Murakami, L'arte di correre, 2009

L'autore ragionevole non scrive per nessun'altra posterità che per la propria, cioè per la propria vecchiaia, per potere anche allora provar diletto di sé.
Friedrich Nietzsche, Umano, troppo umano, 1878

Chi una volta ha scritto e sente in sé la passione dello scrivere, impara, quasi da tutto quel che fa e vive, solo ciò che può essere comunicato letterariamente. Egli non pensa più a sé, ma allo scrittore e al suo pubblico.
Friedrich Nietzsche, Umano, troppo umano, 1878

Si impara più presto a scrivere in modo grandioso che a scrivere in modo lieve e semplice.
Friedrich Nietzsche, Umano troppo umano II, 1879/80

Scrivere meglio significa contemporaneamente anche pensare meglio.
Friedrich Nietzsche, Umano troppo umano II, 1879/80

Di tutto quanto è scritto io amo solo ciò che uno scrive col sangue. Scrivi col sangue e allora imparerai che il sangue è spirito.
Friedrich Nietzsche, Così parlò Zarathustra, 1883/85

Scrivere è consumare i cattivi stili adoperandoli.
Cesare Pavese, Il mestiere di vivere, 1935/50 (postumo 1952)

È bello scrivere perché riunisce le due gioie: parlare da solo e parlare a una folla.
Cesare Pavese, Il mestiere di vivere, 1935/50 (postumo 1952)

Se ti riuscisse di scrivere senza una cancellatura, senza un ritorno, senza un ritocco - ci prenderesti ancora gusto? Il bello è forbirti e prepararti in tutta calma a essere un cristallo.
Cesare Pavese, Il mestiere di vivere, 1935/50 (postumo 1952)

L'uomo costruisce case perché è vivo, ma scrive libri perché si sa mortale.
Daniel Pennac, Come un romanzo, 1992

Scrivere è dimenticare. La letteratura è il modo più gradevole di ignorare la vita.
Fernando Pessoa, Il libro dell'inquietudine, 1982 (postumo)

È meglio scrivere piuttosto che osare vivere.
Fernando Pessoa, ibidem

Per scrivere un libro nel terzo millennio ci vuole una smisurata superbia. Basta entrare in una biblioteca comunale e guardare le vetrine di un cartolaio per capire che il mondo non ha bisogno di un volume in più.
Luigi Pintor, Il nespolo, 2001

Ci vogliono dieci anni per imparare a scrivere, ma non basta tutta la vita per imparare a cancellare.
Pitigrilli (Dino Segre), Dizionario antiballistico, 1953

Reputo felici coloro cui è dato compiere cose che meritano d'essere scritte; o di scrivere cose degne d'essere lette. Ma felicissimo poi chi può fare tutt'e due le cose insieme.
Plinio il Giovane, Lettere, 96/109

Nessun giorno senza una linea.
Nulla dies sine linea.
Plinio il Vecchio, Storia Naturale, I sec.

Chi ha da dire qualcosa di nuovo e di importante ci tiene a farsi capire. Farà perciò tutto il possibile per scrivere in modo semplice e comprensibile. Niente è più facile dello scrivere difficile.
Karl Popper, La società aperta e i suoi nemici, 1945

Per scrivere quel libro essenziale, l'unico libro vero, un grande scrittore non ha, nel senso comune della parola, da inventarlo, in quanto esiste già in ciascuno di noi, ma da tradurlo. Il dovere e il compito d'uno scrittore sono quelli d'un traduttore.
Marcel Proust, Il tempo ritrovato, 1927 (postumo)

Scrivere: singolare lotta di un monomaniaco contro la fortuna, la fatalità, il nulla e la morte.
Charles Régismanset, Nuove contraddizioni, 1939

Scrivere, tradirsi.
Charles Régismanset, Nuove contraddizioni, 1939

Scrivere è un modo di parlare senza essere interrotti.
Jules Renard, Diario, 1887/1910 (postumo, 1925-27)

Il bello è che scrivere è un altro modo di cacare e masturbarsi.
Efraim Medina Reyes, C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo, 2001

Non scrivere né per te né per gli altri, né per l'oggi né per il domani, né per il guadagno né per la gloria: insegui il tuo piccolo assoluto.
Mario Andrea Rigoni, Variazioni sull'impossibile, 1993

Scrivere è facile, ma solo per chi non sa scrivere.
Guido Rojetti, L'amore è un terno (che ti lascia) secco, 2014

C'è tempo per scrivere, e tempo per diventare colui che scriverà.
Jean Rostand, Pensieri di un biologo, 1954

Che non ci si mostri sinceri quando si parla, sia, ma quando si scrive? Si è obbligati a parlare, non a
scrivere.
Jean Rostand, Pensieri di un biologo, 1954

Se si sapesse perché si scrive, si saprebbe, allo stesso tempo, perché si vive. Scrivere è una funzione biologica, a cui partecipano tutte le componenti istintive dell'essere.
Jean Rostand, Pensieri di un biologo, 1954

Scrivere: il solo modo di commuovere gli altri senza essere turbato da un volto.
Jean Rostand, Pensieri di un biologo, 1954

Scrivere è viaggiare senza la seccatura dei bagagli.
Emilio Salgari (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Il mistero della scrittura è che in essa non c'è alcun mistero.
José Saramago, Storia dell'assedio di Lisbona, 1989

Si comincia a scrivere per essere notati, si seguita perché si è noti.
Camillo Sbarbaro, Fuochi fatui, 1956/67

Colui che scrive in modo affettato somiglia a colui che si mette in ghingheri per non essere scambiato e confuso col volgo; è questo un pericolo che il gentleman non corre mai, anche se indossa l'abito più misero.
Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

Il voler scrivere come si parla è da biasimare tanto quanto il suo contrario, cioè il voler parlare come si scrive; il che riesce pedantesco e nello stesso tempo difficile per la comprensione.
Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

Scrivere è come scolpire, bisogna togliere. È un esercizio faticoso, e qualcuno preferisce evitarlo. Ecco spiegata la massa di parole inutili a spasso per il sistema solare.
Beppe Severgnini, L'italiano, 2007

Per difendere quel poco di senso che è rimasto ancora alla scrittura occorra separarla il più possibile dall'idea che si tratti di un mestiere.
Enzo Siciliano, su la Repubblica, 1989

La lettura si può insegnare, la scrittura no.
Enzo Siciliano, su la Repubblica, 1989

Scrivere è un artigianato che non conosce maestri, se non in modo imponderabile.
Enzo Siciliano, su la Repubblica, 1989

Scrivere non è una professione, ma una vocazione all'infelicità. Non credo che un artista possa mai essere felice.
Georges Simenon, su Paris Review, 1955

C’è chi scrive per pubblicare un libro, e chi pubblica un libro per averlo scritto.
Giovanni Soriano, Maldetti, 2007

Non tutti sono capaci di scrivere più di venti righe consecutivamente senza cominciare ad annoiare, a dire qualche banalità o qualche sciocchezza.
Giovanni Soriano, Maldetti, 2007

Scrivere bene, in ultima analisi, non è che l’arte della scelta e della collocazione delle parole.
Giovanni Soriano, Maldetti, 2007

La prima regola da seguire per evitare di scrivere un libro noioso, è quella di non scriverlo affatto.
Giovanni Soriano, Finché c'è vita non c'è speranza, 2010

Scrivere cose mai scritte e che nessuno ha mai neppure sfiorato col pensiero.
Giovanni Soriano, ibidem

Gli unici libri che vale davvero la pena leggere – ovviamente qui non si sta parlando di ricettari o di
guide turistiche – sono quei rari libri in cui si sente che l’autore non avrebbe potuto fare a meno di scrivere, e che lo ha fatto sulla propria pelle e col proprio sangue. Libri in cui ogni singola frase ha il suo valore e la sua ragion d’essere, in cui persino ogni parola sembra sia stata ben vagliata e soppesata prima di essere scritta. Gli altri, i libri scribacchiati per vanità, per mestiere, per denaro, persino per ignoranza, i libri, insomma, scritti cosí, tanto per scrivere, gettiamoli nel fuoco.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

Bisognerebbe saper scrivere – e persino vivere – con leggerezza, spontaneità e sicurezza. Ma la leggerezza, perché non scada nel banale, richiede profondità; la spontaneità, perché non appaia stravaganza, richiede misura; la sicurezza, perché non si confonda con l’ottusità, richiede grande consapevolezza. È forse per questo che scrivere bene – come vivere bene – è cosí difficile?
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

C’è chi scrive col sangue, chi con le lacrime, ciò è noto; ma esiste una terza categoria: quella di chi scrive con la bile. Io appartengo a quest’ultima.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

Che un autore scriva pagine su pagine senza aver nulla da dire è comprensibile, ma che lo dica anche male è imperdonabile.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

Contrariamente a molti scrittori di professione, a me – che scrittore non sono – non capita mai di mettermi a pensare per scrivere, ma, piuttosto, di scrivere per aver pensato. Anzi, dirò di piú: scrivere mi è necessario per liberarmi di un pensiero affinché non continui ad assillarmi, non conoscendo modo migliore per farlo che spiaccicarlo su una pagina.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

Il libro che secondo Edgar Allan Poe nessuno osa scrivere e che, seppure qualcuno osasse, non potrebbe essere scritto, perché «la carta si raggriccerebbe e si consumerebbe a ogni tocco della sua penna infocata», è quello in cui l’autore «mettesse a nudo» sé stesso senza pudori o infingimenti. Ebbene, tralasciando il fatto che qualcuno ha già osato scrivere un libro del genere (basti pensare alle Confessioni di Rousseau o a Il mio cuore messo a nudo di Baudelaire), tale idea – seppure non priva di un certo fascino – ha il difetto di essere frutto di una concezione fin troppo romantica e idealistica dell’essere umano, visto come depositario di chissà quali insondabili abissi o devastanti tempeste interiori. In realtà, se un libro cosí terribile non può essere scritto è per due motivi molto semplici: il primo è che seppure tutti osassero mettersi a nudo, pochi avrebbero qualcosa che valesse davvero la pena mostrare; il secondo è che qualunque arditezza questi pochi arrivassero a scrivere, non sarebbe nulla di così sconvolgente che – a meno di non essere degli ingenui – non conoscessimo già o non potremmo aspettarci sul conto della natura umana, e che, alla fin fine, non potremmo non accogliere con una semplice alzata di spalle.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

La lettura senza la scrittura è sterile, la scrittura senza la lettura è orfana.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

«Ci sono crimini peggiori del bruciare libri. Uno di questi è non leggerli», dice Brodskij; un altro è
scriverli, aggiungo io.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

Scrivere col desiderio di essere letti è umano, scrivere con l’intento di piacere al lettore è diabolico.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

Scrivere, come fanno in molti, su commissione e su argomenti dettati da altri; redigere prefazioni a libri di terza o quarta categoria; stilare continuamente articoli su articoli per commentare i fatti del giorno; fare, insomma, della scrittura un volgare mestiere col quale guadagnarsi da vivere è un’attività giustificabilissima, ma talmente lontana dal mio modo di essere, che preferirei alzarmi alle cinque di mattina per scaricare cassette di frutta al mercato piuttosto che sottopormi a un simile supplizio. L’esempio è forse un po’ esagerato, ma l’idea è quella.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

Se in Italia si leggono pochi libri, è solo per mancanza di tempo: sono tutti impegnati a scriverne.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

Scrivere, per quanto mi riguarda, è un atto di violenza, è tirar sassi contro mulini a vento; è condurre, in fiera e completa solitudine, un’estenuante guerriglia contro nemici invisibili con l’intima consapevolezza d’essere, comunque, perdente.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

Si dice che bisogna vivere per poter scrivere. Io mi dispongo a fare esattamente il contrario.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

Scrivere, quando è fatto come si deve, (come potete star certi che ritengo di fare io) è solo un modo diverso di conversare
Laurence Sterne, Vita e opinioni di Tristram Shandy, 1760/67

L'arte dello scrivere è omettere, omettere, omettere.
Robert Louis Stevenson, L'arte di scrivere, 1905

Scrivere è uno dei sistemi più semplici e più profondi per fare chiarezza dentro di sé e per tramandare la memoria delle nostre esistenze.
Susanna Tamaro, Cara Mathilda, 1997

Io sono convinta che la scrittura non serva per farsi vedere ma per vedere.
Susanna Tamaro, Cara Mathilda, 1997

La scrittura che non prende stretto contatto con la parola parlata si dissecca come la pianta senz'acqua.
Albert Thibaudet, Riflessioni sulla critica, 1939

La scrittura purifica lo spirito dell'uomo, illumina l'intelletto di chi la ama, e ne inebria dolcemente i sensi accendendone il desiderio.
Johannes Trithemius, Elogio degli amanuensi, 1492

C'è gente tanto brava da scrivere due libri contemporaneamente: il primo e l'ultimo.
Mark Twain (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Scrivere in me-naturale. Alcuni scrivono in me-diesis.
Paul Valéry, Tal quale, 1941/43

Il pubblico non ha l'obbligo di essere grato alle persone senza talento della fatica che fanno a scrivere.
Luc de Clapiers de Vauvenargues, Riflessioni e massime, 1746

Che diversità, che cambiamento e che interesse nei libri, se si scrivesse soltanto quel che si pensa!
Luc de Clapiers de Vauvenargues, Riflessioni e massime, 1746

Scrivere è fede in una magia: che un aggettivo possa giungere dove non giunse, cercando la verità, la ragione; o che un avverbio possa recuperare il segreto che si è sottratto a ogni indagine.
Elio Vittorini, Diario in pubblico, 1957

Scrivere, si dice del resto, sarebbe una professione come tutte le altre. Il fatto che sia necessario dirlo – mai si oserebbe consolare in tal modo un ingegnere o un tornitore metallurgico – dimostra che non è così.
Christa Wolf, Pini e sabbia del Brandeburgo, 1960

Sappiate scrivere ma non leggere, non importa.
Andrea Zanzotto, La beltà, 1968
2. Consigli di Scrittura
© Aforismario

Non c'è correzione, per quanto marginale o insignificante, che non valga la pena di effettuare. Di cento correzioni, ognuna può sembrare meschina e pedante; insieme, possono determinare un nuovo livello del testo.
Theodor Adorno, Minima moralia, 1951

Niente di peggio che lavorare a orario fisso: si produce scrittura burocratica.
Alberto Arbasino, intervista di Grazia Cherchi, su Panorama, 1990

Non c'è ferro che possa trafiggere il cuore con più forza di un punto messo al posto giusto.
Isaak Babel', Guy de Maupassant, 1932

L'osservare, il meditare, il disegnare, il colorire sono i quattro fondamenti su' quali riposa tutto il magistero dello scrivere.
Giuseppe Bianchetti, Dello scrittore italiano, 1843

Uno scrittore vero non prende appunti per strada o al caffè perché significherebbe che sta rubando tempo alla scrittura interna che non deve cessare mai – e che va celata sempre.
Aldo Busi, Sodomie in corpo 11, 1988

Se uno scrittore deve mettersi nei panni dell'orizzonte di attesa di un lettore, questo lettore deve essere lui stesso: che scriva dunque come e cosa gli piacerebbe leggere.
Aldo Busi, Sodomie in corpo 11, 1988

L'arte di un autore sta nel cancellare.
Carlo Dossi, Note azzurre, 1870/1907 (postumo 1912/64)

Se volete fare gli scrittori, ci sono due esercizi fondamentali: leggere molto e scrivere molto.
Stephen King, On Writing, 2000

Niente insegna a scrivere bene quanto leggere cattivi scrittori.
Paul Léautaud, Propos d'un jour, 1947

Cancella spesso, se vuoi scrivere qualcosa che meriti d'essere riletto.
Saepe stylum vertas, iterum quae digna legi sint scripturus.
Quinto Orazio Flacco, Satire, 41/30 a.e.c.

Esprimi il tuo pensiero in modo conciso perché sia letto, in modo chiaro perché sia capito, in modo pittoresco perché sia ricordato e, soprattutto, in modo esatto perché i lettori siano guidati dalla sua luce.
Joseph Pulitzer (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Non scrivere mai per piacere al pubblico, ma per piacere a te.
Wilbur Smith, Il dio del fiume, 1993

L’arte di scrivere sta nel saper coniugare l’ottimismo del temperamatite col pessimismo della gomma per cancellare.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

La pratica diretta della scrittura è molto importante per migliorare la propria tecnica, poiché si tratta di un'arte che se non viene praticata per molto tempo la si dimentica velocemente. Nessuna arte, per quanto possa essere ben conosciuta, può essere conservata a lungo senza un continuo esercizio. La forza di un'arte è nella pratica.
Johannes Trithemius, Elogio degli amanuensi, 1492

Nessun genere di fatica dovrà impedirvi di scrivere, nessun piacere dovrà distrarvi.
Johannes Trithemius, Elogio degli amanuensi, 1492

La prima cosa necessaria per scrivere con efficacia è di non aver alcun riguardo per il lettore che non lo merita.
Miguel de Unamuno (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Proverbi sullo Scrivere
  • Chi non vuol imparare a scrivere col manico della penna, impari col manico della vanga.
  • Con l'inchiostro, una mano può innalzare un furfante ed abbassare un galantuomo.
  • Con tre dita si scrivono libri, ma ci lavorano anche corpo e anima.
  • Di quel che scrive la mano, la testa deve rispondere.
  • Le parole volano, gli scritti rimangono.
  • Lo scrivere vuol più ingegno del parlare.
  • Ogni cosa scritta è stata detta.
  • Quel che e` scritto è scritto.
  • Scrivendo s'impara a scrivere.
Scrittori
© Aforismario

Quando arriva il successo per uno scrittore inglese, questi si procura una nuova macchina per scrivere. Quando il successo arriva per uno scrittore americano, si procura una nuova moglie.
Martin Amis, The Moronic Inferno, 1986

In Italia c'è un momento stregato in cui si passa dalla categoria di "brillante promessa" a quella di "solito stronzo". Soltanto a pochi fortunati l'età concede poi di accedere alla dignità di "venerato maestro".
Alberto Arbasino (fonte sconosciuta - cit. in Edmondo Berselli, Venerati maestri, 2006)

Uno scrittore professionista è un dilettante che non ha mai smesso di scrivere.
Richard Bach, Un dono d'ali, 1974

Chi tende a divenire un grande scrittore dee disprezzare le protezioni ed i favori; perchè tanto più facilmente e tanto più alto ascende, quanto più si rende padrone di sè medesimo.
Giuseppe Bianchetti, Dello scrittore italiano, 1843

Circonlocuzione. Artificio letterario per mezzo del quale uno scrittore che non ha nulla da dire lo comunica gentilmente al lettore.
Ambrose Bierce, Il dizionario del diavolo, 1911

Scribacchino. Scrittore professionista le cui vedute sono in disaccordo con le nostre.
Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo, 1911

Fra tanti scrittori hors d'oeuvre [1] e scrittori da dessert mai che mi capiti uno scrittore da farci un pasto completo. lo non credo, come Valéry dice a proposito di Pascal, che una disperazione totale non scriva bene. lo credo che non scriva affatto, che urli o stia zitta. Ché se poi si decide a scrivere, nulla vieta che scriva bene.
Gesualdo Bufalino, Il malpensante, 1987

"Il primo dovere di uno scrittore è di scrivere quello che pensa," dice Bernanos. E Simone Weil: "Tutti quelli che scrivono per mentire dovrebbero essere processati." Con tutto il rispetto per lor signori, si sbagliano...
Gesualdo Bufalino, Il malpensante, 1987

Non c'è scrittore che non somigli al serpente dell'Eden. Solo che spesso la mela è marcia.
Gesualdo Bufalino, Il malpensante, 1987

Tutti gli scrittori sono dei poveri idioti. È per questo che scrivono.
Charles Bukowski, Musica per organi caldi, 1983

Se fra voi c'è qualcuno che si sente abbastanza matto da voler diventare scrittore, gli consiglio va' avanti, sputa in un occhio al sole, schiaccia quei tasti, è la migliore pazzia che possa esserci, i secoli chiedono aiuto, la specie aspira spasmodicamente alla luce, e all'azzardo, e alle risate. Regalateglieli. Ci sono abbastanza parole per noi tutti.
Charles Bukowski, Confessioni di un codardo, 1996 (postumo)

C'è solo un giudice ultimo della scrittura ed è lo scrittore. Quando diventa preda di critici, redattori, editori e lettori è finito. E naturalmente quando diventa preda della fama e della gloria potete buttarlo a mare insieme agli stronzi.
Charles Bukowski, Il capitano è fuori a pranzo, 1998

Uno scrittore con l'animo in pace non è uno scrittore.
Francesco Burdin, Un milione di giorni, 2001

Solo la fama e con essa il reddito rendono "professionale" lo scrittore. Fino a che resta oscuro, appare agli occhi dei conoscenti e degli stessi famigliari nulla più che un innocuo e scontento "amateur".
Francesco Burdin, Un milione di giorni, 2001

Scrittore per il grande pubblico. Scrittore per un pubblico colto. Scrittore per un'élite. Scrittore per pochi amici. Scrittore per un solo lettore. Scrittore per nessun lettore. Scrittore non letto nemmeno da se stesso, perché non mette su carta ciò che scrive. In cima alla piramide è la letteratura pura: la quale fa a meno della scrittura.
Francesco Burdin, Nuovi frammenti di un mondo in bilico, 2013

Uno scrittore vero è allo stesso tempo il teorico più qualificato nel suo campo, non ha bisogno di articolare i problemi inerenti alla propria arte: li individua arandoli, e basta. Scrivere un romanzo è l'unica possibile teoria dello scrivere. Tutto il resto riguarda o il leggere o è gettone di presenza.
Aldo Busi, Sodomie in corpo 11, 1988

Uno scrittore ha sempre una vita di scorta quando ha deciso di barare con la sua.
Aldo Busi, Altri abusi, 1989

Il più gran difetto dello scrittore vivente è di non essere ancora morto.
Aldo Busi, intervista di Silvia Sereni, su Epoca, 1993

Il padre, per quanto imperfetto, di un perfetto Scrittore è costituito da tutti gli altri Scrittori che lo Scrittore si sceglie.
Aldo Busi, Nudo di Madre (Manuale del perfetto scrittore), 1997

Scrittore - Spettatore di se stesso. Spesso, l'unico spettatore.
Achille Campanile, In campagna è un'altra cosa, 1931

Scrittori che si azzuffano per il loro posto all’ombra. Fondi di bottiglia che strillano.
Elias Canetti, La provincia dell'uomo, 1973

L'ambizione e un po' di fortuna sono cose che possono essere di molto aiuto per uno scrittore, se ce l'ha. Troppa ambizione e poca fortuna, se non proprio scalogna, possono rovinarlo. Ma soprattutto bisogna avere talento.
Raymond Carver, Il mestiere di scrivere, 1984

Uno scrittore che ha una maniera particolare di guardare le cose e riesce a dare espressione artistica alla sua maniera di guardare le cose, è uno scrittore che durerà per un pezzo.
Raymond Carver, Il mestiere di scrivere, 1984

Lo scrittore genuino: colui che scrive anche se sa di essere letto da uno solo.
Antonio Castronuovo, Se mi guardo fuori, 2008

Molti scrittori scrivono libri che loro stessi non leggerebbero mai.
Camilla Cederna, Il lato forte e il lato debole, 1992

Lo scrittore originale non è quello che non imita nessuno, bensì quello che nessuno può imitare.
François-René de Chateaubriand, Genio del Cristianesimo, 1802

Un grande classico è uno scrittore che si può lodare senza averlo letto.
Gilbert Keith Chesterton, Tutto considerato, 1908

È sicuramente un cattivo autore quello che pretende di scrivere per la posterità. Non si deve sapere per chi si scrive.
Emil Cioran, Squartamento, 1979

Il vero scrittore scrive sugli esseri, le cose e gli avvenimenti, non scrive sullo scrivere, si serve di parole ma non indugia sulle parole, non ne fa l'oggetto delle proprie rimuginazioni. Egli sarà tutto, salvo che un anatomista del Verbo. La dissezione del linguaggio è la mania di quelli che, non avendo nulla da dire, si relegano nel dire.
Emil Cioran, Squartamento, 1979

Il patrimonio di uno scrittore sono i suoi segreti, le sue sconfitte cocenti e inconfessate; il fermentare delle sue vergogne è la garanzia della sua fecondità.
Emil Cioran, Quaderni, 1957-1972, (postumo, 1997)

In tanti scrittori la mancanza d'ingegno è un dono di natura.
Ivy Compton-Burnett (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Vi sono soltanto due modi per essere un buono scrittore: accettare la vita nella sua interezza come Omero, Shakespeare o Goethe, oppure, come Pascal, Proust, Leopardi, Baudelaire, rifiutarsi in ogni momento di perdere di vista il suo orrore.
Cyril Connolly, La tomba inquieta, 1944

Lo scrittore bene educato cerca di essere chiaro. Ma non imputiamo sempre la nostra inettitudine alla sua maleducazione. Spiegare invece di alludere presuppone sprezzo per il lettore.
Nicolás Gómez Dávila, In margine a un testo implicito, 1977/92

Uno scrittore è sempre qualcuno, per me, che ha fallito a qualche altra cosa nella vita.
Antonio Delfini, Piccolo libro denso, 1957

Scrittore: razza di intellettuali con pubblico limitato e presunzione infinita.
Georges Elgozy, Lo spirito delle parole o l'Antidizionario, 1981

Il solo ingegno non può fare uno scrittore. Vi dev'essere un uomo dietro il libro.
Ralph Waldo Emerson, Goethe, 1850

Se uno scrittore è prolifico, date un'occhiata a sua moglie. È quasi sempre brutta. E che volete che faccia il poveretto? Scrive!
Ennio Flaiano, Appunti, 1950/72 (postumo in Diario degli errori)

Per lo scrittore la bile può essere un buon ingrediente stilistico.
Joan Fuster, Giudizi finali, 1960/68

Quando uno scrittore diventa un classico non c'è più bisogno di leggerlo: basta citarlo.
Roberto Gervaso, Il grillo parlante, 1983

C'è chi crede d'esser un grande scrittore perché tutti lo leggono; e c'è chi crede d'esser un grande scrittore perché non lo legge nessuno.
Roberto Gervaso, Il grillo parlante, 1983

Lo scrittore di mezza taglia piaggia e seconda il pubblico; lo scrittore grande lo scrolla e se lo trascina dietro.
Arturo Graf, Ecce Homo, 1908

Qualsivoglia scrittore asino, o dotto, / Se di gloria il desio gli accende il petto / Stampa, e il Ritratto ficcavi di botto.
Antonio Guadagnoli, Ai lettori benevoli, in Poesie giocose, 1830

Gli unici scrittori impeccabili sono quelli che non hanno mai scritto.
William Hazlitt, Discorsi a tavola, 1821/22

L'esaltazione degli antichi scrittori procede non dalla reverenza per i morti, ma dallo spirito di rivalità e dalla reciproca invidia dei vivi.
Thomas Hobbes, Leviatano, 1651

I veri grandi scrittori sono quelli il cui pensiero occupa tutti gli angoli e le pieghe del loro stile.
Victor Hugo, Pietre, 1951 (postumo)

Nessun uomo andrebbe mai a cercarsi una scrittrice. Sono come i debiti. Passano le giornate a sognare invece di cucinare. Pensano ai libri invece che ai bambini. Si dimenticano di pulire la casa...
Erica Jong, Paura di volare, 1973

Denuda uno scrittore, indicagli tutte le sue cicatrici e saprà raccontarti la storia di ciascuna di esse, anche della più piccola. E dalle più grandi avrai romanzi, non amnesie. Un briciolo di talento è un buon sostegno, se si vuol diventare scrittori, ma l'unico autentico requisito è la capacità di ricordare la storia di ciascuna cicatrice.
Stephen King, Misery, 1987

Sebbene sia impossibile estrarre uno scrittore competente da un cattivo scrittore, e sia ugualmente impossibile tirar fuori un grande scrittore da uno bravo, è invece possibile, con molto duro lavoro, dedizione e aiuti tempestivi, trasformare in bravo uno scrittore che è solo competente.
Stephen King, On Writing, 2000

Bisogna leggere due volte tutti gli scrittori, i buoni e i cattivi. Si riconosceranno i primi, si smaschereranno i secondi.
Karl Kraus, Detti e contraddetti, 1909

Ci sono due specie di scrittori. Quelli che lo sono, e quelli che non lo sono. Nei primi forma e contenuto stanno insieme come anima e corpo, negli altri forma e contenuto vanno insieme come corpo e vestito.
Karl Kraus, Detti e contraddetti, 1909

Ci sono certi scrittori che riescono a esprimere già in venti pagine cose per cui talvolta mi ci vogliono addirittura due righe.
Karl Kraus, Detti e contraddetti, 1909

Per istruirsi uno scrittore dovrebbe più vivere che leggere. Per divertirsi uno scrittore dovrebbe più scrivere che leggere. Allora possono nascere quei libri che il pubblico legge per istruirsi e divertirsi.
Karl Kraus, Detti e contraddetti, 1909

Gli scrittori grandi, incapaci, per natura o per abito, di molti piaceri umani; privi di altri molti per volontà; non di rado negletti nel consorzio degli uomini, se non forse dai pochi che seguono i medesimi studi; hanno per destino di condurre una vita simile alla morte, e vivere, se pur l'ottengono, dopo sepolti.
Giacomo Leopardi, Il Parini ovvero della Gloria, in Operette morali, 1827/34

Lo scrittore sceglie in primo luogo di essere inutile.
Giorgio Manganelli, La letteratura come menzogna, 1967

Non credetegli quando dicono che lo scrittore deve adoperare una lingua che tutti devono capire. Non la deve capire nessuno! Figurarsi. Devono leggerla, rileggerla; sennò quale sarebbe la polivalenza linguistica dello scrittore nel tempo?
Giorgio Manganelli, Antologia privata, 1989

In generale, gli scrittori sono convinti segretamente di essere letti da Dio.
Giorgio Manganelli, su Corriere della sera, 1981

Lo scrittore è colui che è sommamente, eroicamente incompetente di letteratura.
Giorgio Manganelli, Il rumore sottile della prosa, 1994

Lo scrittore deve adescare, non deve raccontare niente, non ha nessun compito di trasmettere verità.
Giorgio Manganelli, Il rumore sottile della prosa, 1994

La solitudine è l'elemento vitale dello scrittore.
Sándor Márai, Le confessioni di un borghese, 1934/35

Lo scrittore, che tra miseria e distruzione – che in guerra e in pace sono la condizione umana – si giustifica e assicura di "sentire sinceramente" quel che scrive, dimentica la regola secondo cui non esiste letteratura "sincera".
Sándor Márai, Terra, Terra!, 1972

Nella letteratura, come nella vita, solo chi tace è "sincero": nell'attimo in cui qualcuno parla a un pubblico non è più "sincero", ma scrittore, o attore, perciò uomo che civetta.
Sándor Márai, Terra, Terra!, 1972

Lo scrittore che al giorno d'oggi tenti di scrivere qualcosa di diverso da ciò che i grandi industriali della letteratura di consumo fanno ingurgitare al lettore somiglia a uno cui manchi una gamba, il quale con le sue protesi tenti di iscriversi come centometrista a una corsa.
Sándor Márai, Diario 1984-1989, 1997 (postumo)

Uno scrittore è un uomo che con una musica gentile si tira vicino un lettore poi gli appiccica una frustata in faccia e questa frustata è salutare perché o fracassa una menzogna convenzionale o schianta in due un pregiudizio.
Mario Mariani, Fedeltà, 1922

Lo scrittore deve guadagnare per vivere e scrivere, ma non deve vivere e scrivere per guadagnare.
Karl Marx, su Gazzetta renana, 1842

Nessuno scrittore, per quanto violente siano le sue proteste, disdegna sul serio, se gli è chiesto, di leggere un libro ancora non pubblicato; si tratta del suo pupillo e possiede ancora quel fascino che, una volta arditamente stampato e rilegato, viene completamente distrutto.
William Somerset Maugham, La giostra, 1904

È difficile essere allo stesso tempo uno scrittore e un gentiluomo.
William Somerset Maugham, Lo scheletro nell'armadio, 1930

Uno scrittore è essenzialmente un uomo che non si rassegna alla solitudine. Ciascuno di noi è un deserto.
François Mauriac, Dio e mammona, 1929

Per nascere aquila bisogna abituarsi alle altitudini, per nascere scrittore bisogna imparare ad amare la rinuncia, le sofferenze, le umiliazioni. Soprattutto bisogna imparare a vivere appartato. Come la talpa, lo scrittore si aggrappa al suo limbo, mentre sopra di lui la vita in rigoglio continua, persistente, tumultuosa.
Henry Miller, Nexus, 1960

La differenza tra uno scrittore e una persona normale: se gli viene un’idea nel dormiveglia, uno normale si gira dall’altra parte, uno scrittore si alza e la scrive.
Gianni Monduzzi, Orgasmo e pregiudizio, 1997

Lo scrittore è il re di un regno di parole. Lo attendono molti giorni di carta.
Gianni Monduzzi, Orgasmo e pregiudizio, 1997

Una delle più diffuse ingenuità consiste nel ritenere che a furia di scrivere si possa diventare scrittori.
Alessandro Morandotti, Minime, 1979/80

È cosa che non finisce mai di sorprendere uno scrittore il fatto che il libro, non appena si sia staccato da lui, continui a vivere una vita per conto proprio ; per lui è come se la parte distaccata di un insetto proseguisse il suo cammino. Forse egli lo dimentica quasi del tutto, forse si eleva al di sopra delle idee espresse nel libro, forse anche non lo capisce più e ha perduto le ali con le quali volava allora, quando concepi quel libro : intanto quello si cerca i suoi lettori, infiamma esistenze, allieta, spaventa, genera nuove opere, diviene l'anima di proponimenti e di azioni - insomma : vive come un èssere dotato di spirito e anima e tuttavia non è un uomo. La sorte più felice sarà toccata all'autore che, da vecchio, potrà dire che tutto ciò che è stato in lui di pensieri e di sentimenti vivificanti, fortificanti, nobilitanti, rischiaranti, continua a vivere nei suoi scritti, e che egli stesso ormai non rappresenta altro che la grigia cenere, mentre dappertutto il fuoco viene salvato e propagato.
Friedrich Nietzsche, Umano troppo umano, 1878

Anche allo scrittore più onesto scappa una parola di troppo, quando vuole arrotondare un periodo.
Friedrich Nietzsche, Umano troppo umano, 1878

Si dovrebbe considerare uno scrittore come un malfattore che solo in rarissimi casi merita l'assoluzione o la grazia: questo sarebbe un rimedio contro il dilagare dei libri.
Friedrich Nietzsche, Umano troppo umano, 1878

L'autore ragionevole non scrive per nessun'altra posterità che per la propria, cioè per la propria vecchiaia, per potere anche allora provar diletto di sé.
Friedrich Nietzsche, Umano troppo umano, 1878

L'autore migliore sarà quello che si vergognerà di diventare scrittore.
Friedrich Nietzsche, Umano troppo umano, 1878
Vigorosa concisione, calma e maturità − quando trovi in un autore queste qualità, fermati e festeggia una lunga festa in mezzo al deserto: per molto tempo non ti capiterà più una simile fortuna.
Friedrich Nietzsche, Umano troppo umano II, 1879/80

Come regola generale, nessuno scrittore dovrebbe far figurare il suo ritratto nelle sue opere. Quando i lettori hanno gettato un'occhiata alla fisionomia dell'autore, di rado riescono a mantenersi seri
Edgar Allan Poe, Marginalia, 1844/49

Molti scrittori falliscono più per la mancanza di carattere che per la mancanza d'intelligenza.
Ezra Pound, ABC del leggere, 1934

Gli esseri sciocchi, con i loro gesti, i loro discorsi, i loro sentimenti involontariamente espressi, manifestano leggi di cui non si avvedono, ma che l'artista sorprende in loro. A causa di questo genere di osservazioni l'uomo della strada giudica perfido lo scrittore, e lo giudica a torto, giacché, in un lato ridicolo, l'artista vede una bella generalità, non lo imputa a danno della persona osservata più di quanto un chirurgo non la disistimerebbe perché è affetta da un disturbo di circolazione abbastanza frequente; sicché lui, meno di chiunque altro, si burla delle ridicolaggini altrui.
Marcel Proust, Alla ricerca del tempo perduto, 1913/27

Ciò che chiamiamo scrittore è questa strana figura sociale, né esperto né gente, a cui si dà ascolto senza avergli posto alcuna domanda.
Tiziano Scarpa, Cos'è questo fracasso?, 2000

La cosa peggiore che può accadere a uno scrittore è non essere maturo per le sue stesse idee.
Arthur Schnitzler, Il libro dei motti e delle riflessioni, 1927

Il nome di uno scrittore, il titolo di un libro, possono a volte, e per alcuni, suonare come quello di una patria.
Leonardo Sciascia, Porte aperte, 1987

La noia in letteratura e l’incomprensibilità in filosofia, sembra siano i principali criteri adottati per stabilire il valore di scrittori e filosofi.
Giovanni Soriano, Maldetti, 2007

Uno scrittore d’insuccesso: tante parole per nulla.
Giovanni Soriano, Finché c'è vita non c'è speranza, 2010

Ci sono scrittori che devono la loro grande popolarità al fatto di essere dotati di una mediocrità tale da essere in perfetta sintonia con quella dei loro numerosissimi lettori. Si tratta, in genere, di autori dal cuore aperto che scrivono libriccini banali o romanzetti melensi, dai quali emerge una filosofia di vita di quarta categoria, buona per tutti quelli che non hanno alcuna dimestichezza con la filosofia, anzi, che non hanno alcuna dimestichezza con i libri. Scrittori del genere sono sempre esistiti – anche se poi, col tempo, vengono facilmente dimenticati – ma non sono mai stati tanto numerosi quanto oggi che il libro è diventato un semplice oggetto di consumo e l’editore un imprenditore come altri.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

Anche solo da un punto di vista “quantitativo”, un grande scrittore non si misura certo dal numero di libri venduti in qualche anno, ma, casomai, dal numero di anni durante i quali i suoi libri continueranno a essere letti e il suo nome ricordato.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

Come si spiega il successo di tanti cattivi scrittori? Semplice, con l’esistenza di una moltitudine di cattivi lettori.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

Fu il piú grande scrittore morente della sua epoca: in vita non lo apprezzò nessuno, dopo la sua morte, fu presto dimenticato.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

Gli scrittori, considerando come tali anche filosofi e saggisti, per me – novello don Mariano – si dividono in cinque categorie: gli scrittori propriamente detti, i mezzi scrittori, gli scrittoricchi, gli scribacchini e gli imbrattacarte. Gli scrittori, si potrebbe dire i “veri scrittori”, assai rari, sono quelli che hanno qualcosa d’interessante e di originale da dire, e lo dicono talmente bene che è un gran piacere leggerli. I mezzi scrittori, già piú numerosi, sono quelli che hanno poco da dire ma riescono a dirlo abbastanza bene, e per questo sono ancora leggibili. Gli scrittoricchi, forse la maggioranza, sono quelli che hanno poco o nulla da dire, e lo dicono anche male. Gli scribacchini, invece, sono quelli che non hanno proprio nulla da dire e che, per giunta, lo dicono malissimo, ma, come si dice, non hanno abbastanza carattere per evitare di scrivere. Gli imbrattacarte, infine, sono quelli cui manca persino la consapevolezza di quanto si mettano in ridicolo scrivendo e sui quali c’è poco da aggiungere. Detto questo, è chiaro che arrivare a essere anche solo un “mezzo scrittore” è già un successo di cui poter andare sicuramente fieri.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

Il cosiddetto “terrore della pagina bianca” è tipico dei cattivi scrittori, di quelli, cioè, che si mettono
a tavolino sforzandosi di pensare a qualcosa di buono perché desiderano scrivere, e non certo di quelli che scrivono perché hanno pensato qualcosa che ritengono valga la pena d’essere ricordato. I primi, in genere, sono gli scrittori per mestiere, gli stitici della scrittura; i secondi, invece, sono gli scrittori per necessità, quelli che prendono la penna in mano o battono sulla tastiera soltanto quando il bisogno si fa impellente.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

Quando per puro caso, o per una curiosità a dir poco insana, ci si trova a sfogliare uno di quei candidi libretti infarciti d’idealismo che dispensano pillole di presunta saggezza e spargono melassa a ogni pagina, si rimane sempre un po’ sconcertati, e viene spontaneo chiedersi se l’autore creda davvero in ciò che scrive o se, piuttosto, non abbia montato tutto ad arte per sfruttare la semplicioneria e il sentimentalismo di tantissimi lettori a vantaggio della propria carriera letteraria e delle proprie tasche. La distinzione non è di poco conto, perché, nel primo caso, si tratterebbe di un semplice idiota degno soltanto di compatimento; nel secondo caso, invece, avremmo a che fare con un cinico astuto, sicuramente da non ammirare, ma pur sempre meno disprezzabile del primo.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

Se non esistessero gli scrittori alla moda, quelli, cioè, che pubblicano libri insignificanti di grande successo, che dopo qualche anno nessuno ricorda piú, tanta gente non leggerebbe neppure un libro in vita sua. Il che, detto tra noi, sarebbe anche meglio.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

Tommaso Campanella trascorse quasi trent’anni in prigione; Emily Dickinson non uscì quasi di casa per tutta la vita; Leopardi fece solo qualche breve viaggio, e quando stava a Recanati non amava certo frequentare i suoi concittadini; Kierkegaard non si mosse quasi mai da Copenaghen; Nietzsche trascorse gli anni della maturità perlopiú in solitudine. Questi esempi, e molti altri se ne potrebbero aggiungere, dimostrano che soltanto gli autori aridi non possono fare a meno di sempre nuove esperienze di vita per accumulare “materiale” sul quale scrivere. Il terreno della loro creatività è brullo, e per dare frutto richiede d’essere abbondantemente concimato. Una distinzione del genio sta proprio in questo: nel poter fare a meno delle molteplici sollecitazioni esterne cui sono obbligati gli altri; egli vive di esperienze interiori, il resto è in sovrappiù.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

È evidente che la famiglia degli scrittori si ridurrebbe rapidamente a numeri di scarsissima entità, se a chi fa un libro si ponesse la limitazione, fatale, di non dire niente che non rientri nello scopo.
Jonathan Swift, Il racconto di una botte, 1704

Ci sono tre modi infallibili per far cosa gradita a un autore; tutti e tre formano un crescendo di complimenti: 1. dirgli che avete letto uno dei suoi libri; 2. dirgli che avete letto tutti i suoi libri; 3. chiedergli di farvi leggere il manoscritto del suo prossimo libro. Il n. 1 vi assicura il suo rispetto; il n. 2 vi assicura la sua ammirazione; il n. 3 vi assicura un posto nel suo cuore.
Mark Twain, Wilson lo Svitato, 1894

È in ogni uomo attendersi che forse la parola, una parola, possa trasformare la sostanza di una cosa. Ed è nello scrittore di crederlo con assiduità e fermezza.
Elio Vittorini, Il garofano rosso, 1948

Lo scopo di ogni scrittore: comunicare un'impressione che non si potrà più dimenticare.
Marguerite Yourcenar, Archivi del nord, 1977

Penna
© Aforismario

Una penna è certamente uno strumento eccellente per fissare l'attenzione di un uomo e per alimentare la sua ambizione.
John Adams (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Se tutti impugnassimo una penna nessuno più imbraccerebbe un fucile.
Mirko Badiale (Aforismi inediti su Aforismario)

Rendi la tua penna sdegnosa verso l'ispirazione ed essa l'attirerà a sé con la forza del magnete.
Walter Benjamin, (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)
Le forze della penna son troppo maggiori che coloro non estimano che quelle con conoscimento provate non hanno.
Giovanni Boccaccio, Decameron, 1349/51

Anche quando le parole sembrano più volarmi sotto la penna, sento che hanno, ciascuna, un grammo di piombo nell'ala.
Gesualdo Bufalino, Il malpensante, 1987
Occorrerebbe per la penna, come si usa per ogni micidiale strumento, il porto d'armi...
Gesualdo Bufalino, Bluff di parole, 1994

Mi chiedono se, quando comincio un libro, uso l’Olivetti o la penna. La penna, naturalmente. Essendo essa quasi un fisico prolungamento di me, mentre il tasto è soltanto uno strumento vicario che rompe il ritmo, che rallenta e allontana il parossismo felice della copula creativa. Tanto varrebbe suonare il piano coi guanti, fare all'amore col preservativo...
Gesualdo Bufalino, Bluff di parole, 1994
La penna è più potente della spada.
[The pen is mightier than the sword].
Edward Bulwer-Lytton, Richelieu, 1839

È chiaro quanto di più crudele è la penna che la spada.
Robert Burton, Anatomia della malinconia, 1621

Prostituiscono la loro penna al migliore offerente.
Pasquale Cacchio, Frantumi, 2010

Siamo fogli diversi scritti dalla stessa penna.
Giuseppe Caputo (Aforismi inediti su Aforismario)
La penna è la lingua dell'anima.
Miguel de Cervantes, Don Chisciotte della Mancia, 1605/15

Più ci si accosta alla solitudine, più si desidera deporre la penna. Di che cosa e di chi parlare se gli altri non contano più, se nessuno merita la dignità di nemico?
Emil Cioran, La caduta nel tempo, 1964
Grande scrittore è quello che intinge in inchiostro infernale la penna che strappa dall'ala di un arcangelo.
Nicolás Gómez Dávila, In margine a un testo implicito, 1977/92

Quando si scrive delle donne, bisogna intingere la penna nell'arcobaleno e asciugare la pagina con la polvere delle ali delle farfalle.
[Quand on veut écrire sur les femmes, il faut tremper sa plume dans l'arc-en-ciel et secouer sur sa ligne la poussière des ailes du papillon].
Denis Diderot, Sulle donne, in Corrispondenza letteraria, 1772

Altri in gola ha la voce, io nella penna.
Carlo Dossi, Note azzurre, 1870/1907 (postumo 1912/64)
La penna è più potente della spada, e decisamente più comoda per scrivere.
Marty Feldman (attribuita erroneamente al personaggio di Igor in Frankenstein Junior - vedi "Citazioni errate" su Aforismario)

La mia penna avrebbe bisogno d'una bella purga.
Roberto Gervaso, Il grillo parlante, 1983

La penna è uno scettro, ma come sono pochi i re tra gli scrittori!
Kahlil Gibran, Massime spirituali, 1962 (postumo)

Internet: sostituzione di lettera, penna e abbracci.
Santy Giuliano (Aforismi inediti su Aforismario)
La parola muore già sotto la penna.
Johann Wolfgang Goethe, Faust, 1808

Bisogna subito raccattare una penna caduta, altrimenti la calpestano.
Johann Wolfgang Goethe, Massime e riflessioni, 1833 (postumo)

Il mestiere di servitore della penna è il più onorato dopo quello di spazzino pubblico.
Arturo Graf, Ecce Homo, 1908

Spesso con la penna mi graffio la mano e soltanto allora so che ho vissuto ciò che ho scritto.
Karl Kraus, Di notte, 1918

Quando prendo la penna in mano non mi può succedere più nulla. Il destino dovrebbe prenderne nota.
Karl Kraus, Pro domo et mundo, 1912

È del tutto indifferente se si scrive un dramma o una glossa. Importa solo se è il cuore o la mano a guidare la penna.
Karl Kraus, Die Fackel, 1899-1936
Mettete una penna d'oca in mano a un moralista che sia uno scrittore di prim'ordine. Sarà superiore ai poeti.
Lautréamont, Poesie II, 1870

Ho orrore della macchina per scrivere, che dà a qualsiasi scritto l’aspetto volgare di una circolare, e mi sconvolge l’idea che certi scrittori abbiano potuto abbandonare la penna, il calamaio, quella specie d’intimità tra sé e quello che si scrive − le opere ne risentono e ne ho piacere.
Paul Léautaud, Diario, 1936
Chi ha detto che la penna ferisce più della spada ovviamente non si è mai trovato di fronte un'arma automatica.
Douglas MacArthur (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Inchiostro e fotografia stanno soppiantando carri armati e soldati. La penna diventa di giorno in giorno più potente della spada.
Marshall McLuhan, Gli strumenti del comunicare, 1964

Quando si prende in mano la penna per fissare il ricordo di esperienze private si vuole sempre parlare ad altri uomini, anche quando si sceglie una forma di comunicazione pudica come il diario.
Sándor Márai, La sorella, 1946

Un tempo le penne d’oca servivano agli scrittori per scrivere. Oggi le oche scrivono in proprio.
Gianni Monduzzi, Orgasmo e pregiudizio, 1997

Tutti gli uomini che non s'intendono di qualche mestiere di armi - annoverando tra le armi la bocca e la penna - diventano servili.
Friedrich Nietzsche, Umano troppo umano, 1878
Il libro deve desiderare penna, inchiostro e scrivania: ma di solito sono penna, inchiostro e scrivania a desiderare il libro. Perciò oggi i libri valgono così poco.
Friedrich Nietzsche, Umano, troppo umano II, 1879/80

La danza in tutte le sue forme, non può essere esclusa da una nobile educazione: danzare con i piedi, con le idee, con le parole, e devo aggiungere che bisogna saper danzare con la penna?
Friedrich Nietzsche, Il crepuscolo degli idoli, 1888

Arroventiamo la penna nel fuoco vulcanico dello spirito nostro negatore; intingiamola nel nostro cuore gagliardo, gonfio di sangue ribelle e, nell'atea luce dell'anima nostra, scriviamo, scriviamo...
Renzo Novatore, su Il Libertario, 1919

Il giornalista è il solo scrittore che, quando prende la penna, non spera nell'immortalità. Basta questo per amarlo.
Ugo Ojetti, Sessanta, 1937

Perché lo scrittore non deve vivere del suo lavoro di scrittore? Perché allora dovrebbe fornire la data merce. Non è più libero davanti a sé. In qualunque momento lo scrittore deve poter dire: no, questo non lo scrivo. Cioè, avere un altro mestiere. Cosa c'è di più rischioso che mantenere una famiglia coi propri romanzi, o in genere con la penna?
Cesare Pavese, Il mestiere di vivere, 1935/50 (postumo 1952)
Non v’ha cosa che pesi men della penna, né che più di quella diletti: gli altri piaceri svaniscono, e dilettando fan male; la penna stretta fra le dita dà piacere, posata dà compiacenza, e torna utile non a quegli soltanto che di lei si valse, ma ad altri ancora e spesso a molti che son lontani, e talvolta anche a quelli che nasceranno dopo mille anni.
Francesco Petrarca, Epistole, 1325/74

La Bic è la cosa che più d'ogni altra mi ricorda l'essere umano. E capace d'imprese grandiose - compilare schedine vincenti e assegni scoperti -, di azioni mediocri - scrivere liste della spesa e biglietti d'auguri - e di crimini orribili - vergare condanne a morte e lettere d'amore.
Marco Presta, Un calcio in bocca fa miracoli, 2011

La penna dello scrittore è come la bacchetta del direttore d’orchestra: nelle mani sbagliate produce solo stonature.
Guido Rojetti, L'amore è un terno (che ti lascia) secco, 2014
Fuori della penna non c'è salvezza.
Italo Svevo, Saggi e pagine sparse, 1954 (postumo)

Fu un giorno fatale quello in cui il pubblico scoprì che la penna è più potente della pietra e che può essere offensiva quanto un mattone. Si è messo alla ricerca del giornalista, lo ha trovato, trasformato, e ne ha fatto il suo zelante e ben pagato servitore.
Oscar Wilde, L'anima dell'uomo sotto il socialismo, 1891

Io penso effettivamente con la penna, perché la mia testa spesso non sa nulla di ciò che la mia mano scrive.
Ludwig Wittgenstein, Pensieri diversi, 1934/37

Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo.
[One child, one teacher, one book, one pen can change the world].
Malala Yousafzai, Christina Lamb, Io sono Malala, 2013

Quando le penne erano d'oca, le teste erano d'oro. Ora le penne sono d'oro.
Anonimo

Proverbi sulla Penna
  • Chi non vuol imparare a scrivere col manico della penna, impari col manico della vanga.
  • La penna canta meglio in mano al poeta che sul culo dell’oca.
  • La penna e l’inchiostro sparano colpi piu` temibili del fucile e della polvere.
  • La penna è più terribile della spada affilata.
  • La penna è più leggera della vanga.
  • Ne ammazza più la penna che la vanga.
  • Nella mano dell’ignorante pesa più la penna che la zappa.
  • Penna d’avvocato, coltello da vendemmia.
  • Se la penna facesse lo scrittore l’oca sarebbe la maestra.
Macchina per Scrivere
© Aforismario

Come faccio a credere in Dio quando proprio la settimana scorsa la mia lingua si è infilata nel carrello della macchina da scrivere elettrica?
[How can I believe in God when just last week I got my tongue caught in the roller of an electric typewriter?].
Woody Allen, Citarsi addosso, 1975

Quando arriva il successo per uno scrittore inglese, questi si procura una nuova macchina per scrivere. Quando il successo arriva per uno scrittore americano, si procura una nuova moglie.
Martin Amis, The Moronic Inferno, 1986

Il maggiore ostacolo alla scrittura professionale è la necessità di cambiare il nastro alla macchina da scrivere.
[The biggest obstacle to professional writing is the necessity for changing a typewriter ribbon].
Robert Benchley (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)
Ogni giorno che viene, si tratta sempre e soltanto di uomini con tutte le loro debolezze e tutta la loro lordura fisica e intellettuale. Che importa se uno si dispera con il martello pneumatico e un altro con la macchina da scrivere. Sono solo le teorie che storpiano ciò che in fondo è chiarissimo, le filosofie e le scienze che con le loro inservibili nozioni intralciano la via che porta alla chiarezza.
Thomas Bernhard, La cantina, 1976

Se pigiate due tasti della macchina per scrivere, quello che non volete batterà sulla carta.
Arthur Bloch, Dilemma di Devries, La legge di Murphy II, 1980

Doveva scrivere a macchina. con la penna o la matita non ci riusciva. gli piaceva il rumore a mitraglia dei tasti. L'aiutava a scrivere.
Charles Bukowski, Storie di ordinaria follia, 1972

Ci vollero otto giorni per riparare il computer. Nel frattempo tornai alla macchina da scrivere. Era come cercare di spaccar pietre con le mani. Mi toccò imparare daccapo a battere sui tasti. Prima di ritrovare il flusso dovevo essere bello sbronzo. E ancora una volta, una notte per scrivere e un'altra per rimettere in sesto tutto quanto. Però ero contento ci fosse la macchina da scrivere. Eravamo stati insieme per più di cinquant'anni e avevamo passato momenti bellissimi. Quando mi resero il computer fu con una certa tristezza che rimisi la vecchia macchina da scrivere nel suo angolino. Però tornai al computer e le parole volavano come uccelli impazziti.
Charles Bukowski, Il capitano è fuori a pranzo, 1998 (postumo)

Se un esercito di scimmie battesse per un tempo sufficiente sui tasti di macchine da scrivere, produrrebbe prima o poi tutti i libri del British Museum.
[If an army of monkeys were strumming on typewriters, they might write all the books in the British Museum].
Arthur Eddington, The Nature of the Physical World, 1928

Ho orrore della macchina per scrivere, che dà a qualsiasi scritto l’aspetto volgare di una circolare, e mi sconvolge l’idea che certi scrittori abbiano potuto abbandonare la penna, il calamaio, quella specie d’intimità tra sé e quello che si scrive − le opere ne risentono e ne ho piacere.
Paul Léautaud, Diario, 1936
Devo comperare una nuova macchina da scrivere. Questa che ho fa troppi errori!
Leopold Fechtner (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Vi sono stili letterari incompatibili con la macchina per scrivere.
Joan Fuster, Giudizi finali, 1960/68

Quando scrivo, ascolto moltissima musica. Lieder soprattutto: Das knaben wunderhorn di Mahler, e poi Schumann, Wolf. La mia macchina da scrivere è circondata di compact. È una Hermes, bellissima anche nel nome. Mi accompagna da così tanto tempo, e sono preoccupata perché i nastri non si trovano più. Ne ho una scorta, e mi piace pensare che bastino per gli anni di scrittura che ancora mi rimangono. Che finirò di scrivere quando l'ultimo nastro avrà l'inchiostro consumato.
Fleur Jaeggy, Musica e macchina da scrivere per dare ritmo ai miei libri, intervista su la Repubblica, 2015

Mi alzo al mattino, torturo una macchina da scrivere fino a farla urlare, e poi mi fermo.
Clarence Budington Kelland (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)
Si dice che Lincoln abbia scritto un suo compito su un badile. Mi domando come sia riuscito a infilarlo nella macchina da scrivere.
Jack Klugman (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Un aforisma non si può dettare su nessuna macchina da scrivere. Ci vorrebbe troppo tempo.
Karl Kraus, Detti e contraddetti, 1909

Qualche letterato adduce la scusa di essere sotto l'irriducibile costrizione di una macchina da scrivere. Si crede di dettare e invece gli si detta.
Karl Kraus, Die Fackel, 1899-1936

So scrivere solo con la macchina da scrivere e con la penna. La tecnologia, mi fa insieme fascinazione e paura, non appartiene alla mia generazione.
Gina Lagorio, su ItaliaLibri, 2000

Affermo la necessità di un Maeterlinck e di un Fabre delle macchine, che ce ne parlino con intelligenza e con simpatia, come quelli parlavano delle termiti e delle api. Forse i tempi sono maturi perché ci attendiamo un Lafontaine o un Esopo della macchina da scrivere, del frigorifero e della radiolina a transistors. Che ci moralizzino coll’esempio dì questi modesti e utili esseri.
Guido Morselli, Diario, 1938/73 (postumo 1988)
Ormai scrivere bene l'italiano sembra un mero esercizio, fuori del tempo e della necessità: qualcosa come una bella calligrafia nel tempo della macchina da scrivere.
Ugo Ojetti, Sessanta, 1937

Nutro antipatia e quasi insofferenza per questo mondo che si va meccanizzando. Il progresso esiste solo nello spirito. Se il progresso fosse legato alle invenzioni e alle scoperte che ci hanno fatto strabiliare durante mezzo secolo, saremmo la gente più fortunata e felice da quando esiste il genere umano. Non vi fu epoca più travagliata, tormentata, scontenta, turbolenta della nostra. Si ha l'impressione che tante cose grandiose siano fatte allo scopo di poterci meglio dividere, meglio combattere, per meglio odiarci, per distruggere e ammazzare. In casa mia non c'è radio, non c'è telefono non c'è macchina da scrivere, soltanto la mia piccola umanità.
Aldo Palazzeschi, intervista di Mario Picchi, su La Fiera letteraria, 1953

Ogni tanto mi piacerebbe scambiare la macchina per scrivere con un mitra.
Žarko Petan, Lingua lunga - carriera corta, su Fili d'aquilone, 2010

Letterati - Scrivono l'elogio del pennino quando compare la macchina da scrivere e l'elogio della vecchia Olivetti quando compare il Macintosh.
Giuseppe Pontiggia, Prima persona, 2002

Un critico acuto mi dice che non imparerò mai a scrivere per il pubblico perché insisto a citare altri libri. Come diavolo lo si può evitare? L'umanità ha avuto molte idee prima che io comprassi una macchina da scrivere portatile.
Ezra Pound (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

L'arma del giornalista è la penna o la macchina da scrivere. L'arma del giornalista sotto vetro smerigliato è la bacchetta o la carta geografica.
Sergio Saviane, Dietro il video, 1972

I giorni delle inchieste giornalistiche sono finiti, le notizie non ci sono più, sono defunte con la macchina da scrivere con cui lavoriamo, è l'azienda America a dirigere la musica ora, e al primo posto ci sono: libero commercio, globalizzazione e multimedialità. Questo è il nostro futuro glorioso!
Martin Sheen, in Gregory Nava, Bordertown, 2006

Puoi mentire a tua moglie o al tuo capo, ma non puoi mentire alla tua macchina da scrivere. Prima o poi dovrai rivelare il tuo vero io sulle pagine.

Un uomo può mentire al suo capo, a sua moglie, ai suoi figli, ma non può mentire alla macchina da scrivere. Prima o poi le verità vengono a galla.
[A man can lie to his boss, his wife, his children, but he can't lie to the typewriter. Sooner or later truths will emerge].
Leon Uris, Mitla Pass, 1988

Quando un giornalista siede alla macchina da scrivere, non è amico di nessuno.
[When a reporter sits down at the typewriter, he’s nobody’s friend].
Theodore White (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)
La macchina per scrivere, se suonata con espressione, non è molto più irritante del pianoforte suonato
da una sorella o da qualche parente prossimo. Anzi, molti di coloro che amano la vita domestica la preferiscono.
Oscar Wilde, Lettera a Robert Ross, dal carcere di Reading, XIX sec.

La letteratura è cannibalismo con la macchina da scrivere.
Thornton Wilder (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Non si tratta di scrivere. Tutto ciò che devi fare è sederti a una macchina da scrivere e sanguinare.
[There is nothing to writing. All you do is sit down at a typewriter and bleed].
Anonimo (attribuito erroneamente a Ernest Hemingway)